elisa pomarelli

Dopo 13 giorni di fuga, Massimo Sebastiani, reo confesso dell’omicidio di Elisa Pomarelli è finito in carcere. Dopo l’interrogatorio svolto alla presenza del gip Luca Milani e il pm Ornella Chicca, l’assassino ha ripercorso gli ultimi istanti prima del brutale omicidio avvenuto nel pollaio di casa sua.

A riportare le sue dichiarazioni è Il Piacenza, che svela, attraverso le parole di Sebastiani, alcuni retroscena del suo rapporto con la 28enne.

Come stavano le cose tra loro

Nel corso della sua deposizione Massimo Sebastiani ha spiegato per filo e per segno la natura del suo rapporto con Elisa.

Dopo un anno e mezzo che ci frequentavamo ricordo che durante una passeggiata alla Pietra Parcellara mi ha rivelato delle preferenze per le donne, dunque non ero io il problema per lei, ma mi ha assicurato che se avesse cambiato idea, sarei stato l’uomo con cui si sarebbe messa…” ha dichiarato l’uomo.

Ma Sebastiani non aveva alcuna intenzione di rinunciare a lei. “Io avevo deciso di aspettarla. Nell’ultimo periodo avevo iniziato a frequentare altre donne ma con nessuna mi sentivo come con lei“.

Senza nascondere ciò che provava per lei ha aggiunto: “Elisa mi è piaciuta subito. Nei tre anni ci siamo frequentati condividendo delle passioni come quella di restaurare Vespe per poi rivenderle o fare insieme piccoli lavori di campagna o nei boschi. Quello che riuscivamo a guadagnare lo dividevamo, anche se io tra spese e tutto, quasi sempre ci perdevo ma ero contento perché vedevo che lei era felice. Ci vedevamo il martedì, il giovedì e nel fine settimana, spesso uscivamo a pranzo o a cena perché a lei non piaceva cucinare.

Dopo le primissime volte in casa mia non è più entrata“.

La proposta di Elisa

Stando a quanto riportato dal Piacenza, nel corso dell’interrogatorio Sebastiani avrebbe parlato di una proposta di Elisa e di una misteriosa busta. “Dopo il pranzo a Ciriano ci siamo diretti verso la mia abitazione, perché Elisa aveva deciso che prima avremmo lavorato un po’ alla casetta e poi saremmo andati in Trebbia. Nel tragitto in auto lei mi ha parlato di una proposta che le era stata fatta la sera prima ad una festa a Sarmato, ovvero quella di custodire una busta in cambio di una somma di denaro“.

Di questa presunta busta però gli inquirenti non hanno rilevato nessuna traccia.

Poi ha continuato: “Al momento non ho detto niente, ci siamo diretti verso il pollaio dove è entrata prima lei… da quella attività di occultamento della busta avremmo ricavato molti soldi. Lei poi ha aggiunto, guardandomi in faccia che forse non c’era più bisogno di vederci così spesso. Era molto seria in quel momento“.

L’omicidio raccontato da Sebastiani

Infine Massimo Sebastiani ripercorre gli ultimi terrificanti istanti che precedono la morte di Elisa. “Io per un attimo ho visto tutto buio, dopo aver avvertito una fitta all’altezza del cuore ed un calore che si propagava fino ai piedi.

Ho capito in un secondo che lei mi aveva solo preso in giro e che adesso che aveva trovato il modo per guadagnare dei soldi non le servivo più. L’ho afferrata con entrambe le mani per il collo e ho sentito cadere un’asse del pollaio, probabilmente perché la sua testa ha sbattuto contro una delle pareti“.

E conclude: “È caduta a terra e ho capito che era morta. Ho pensato cosa dovessi fare, se chiamare i soccorsi, ma io ero sconvolto e mi è solo venuto in mente di prendere una coperta, avvolgerla e portarla in braccio verso la macchina…“.