elisa pomarelli

Dopo l’epilogo nel giallo di Elisa Pomarelli, scomparsa e ritrovata senza vita in un bosco in provincia di Piacenza, emergono nuovi dettagli dalle indagini su Massimo Sebastiani, il 45enne che ha confessato di averla strangolata e che avrebbe vegliato il cadavere per giorni prima di essere scoperto e arrestato. Agli atti di un’inchiesta in cui non mancano elementi inquietanti si aggiunge il contenuto di 2 messaggi che l’uomo avrebbe inviato alla vittima dopo averla uccisa, nel tentativo di costruirsi un alibi e scampare al fiuto della giustizia.

I messaggi di Massimo Sebastiani

Il cerchio intorno al 45enne si è stretto progressivamente fino all’epilogo che ha portato al suo arresto.

Sebastiani avrebbe ucciso la ragazza nel pollaio di Campogrande di Carpaneto nel primo pomeriggio del 25 agosto scorso, e i suoi movimenti successivi al delitto sono stati cristallizzati nelle immagini delle telecamere di una ditta confinante con la scena del crimine.

Agli atti dell’inchiesta, condotta dai carabinieri e coordinata dal pm Ornella Chicca, ci sono anche 2 messaggi che il 45enne avrebbe inviato al cellulare della vittima via WhatsApp, ma soltanto dopo aver compiuto il delitto e nel chiaro intento di crearsi un alibi.

Il contenuto, riportato dal quotidiano Libertà, rimanda allo spettro di uno scenario violento e sarebbe proprio questo ad aver acceso il fuoco delle indagini sul profilo del 45enne.

Sebastiani avrebbe inscenato una conversazione – a senso unico – poco dopo aver occultato il corpo della 28enne, con un messaggio di testo e un vocale inviati a distanza di circa 2 ore l’uno dall’altro.

Il primo risale alle 16.48: “I listoni per la casetta li ho trovati. Taty scusa se mi sono arrabbiato, ma mettiti nei miei panni e fatti sentire“. ‘Taty’ sarebbe il nomignolo solitamente usato dal Sebastiani per riferirsi alla vittima.

Il secondo è delle 18.37, un audio in cui il reo confesso sollecita una risposta: “Taty, va beh.

Rispondi quando riesci“. Questi messaggi sarebbero stati recuperati nel telefono dell’indagato la sera stessa, e avrebbero fatto intuire una tensione di fondo, messa poi a fuoco dopo la svolta del 7 settembre scorso.

Indagato anche l’ex suocero del reo confesso

Massimo Sebastiani ha condotto gli inquirenti sul luogo in cui ha seppellito la 28enne, in una zona boschiva piuttosto impervia del Piacentino, dopo averla strangolata.

Il cadavere è stato ritrovato in un fossato di Costa di Sariano, nel Comune di Gropparello, e dalle indagini emergono nuovi elementi di interesse investigativo che si sommano al quadro di un omicidio sconvolgente.

In carcere anche l’ex suocero del 45enne, Silvio Perazzi, arrestato con l’accusa di favoreggiamento: avrebbe aiutato l’uomo nei 13 giorni della sua fuga.