ghiacciaio Planpincieux

Non è una notizia da accogliere con troppo entusiasmo, ma è comunque una buona notizia. Nelle ultime 24 ore, la velocità del “ghiacciaio B” è diminuita leggermente a 250mila metri cubi mentre quella del blocco A è rimasta costante (50-60 mila metri cubi).

Questo il risultato del bollettino quotidiano del monitoraggio del ghiacciaio di Planpincieux, nel comune di Courmayeur (Valle d’Aosta). Non rilevante invece la velocità del settore C (un volume di circa un milione di metri cubi), che al momento non preoccupa i tecnici. Le condizioni climatiche non hanno consentito di fotografare le zone e le analisi si basano esclusivamente sui radar.

Greenpeace lancia l’allarme

La situazione del ghiacciaio non è delle migliori e Greepeace invita a mantenere alto il livello di attenzione delle istituzioni. In un comunicato infatti evidenzia le criticità dello scioglimento e lancia l’allarme generale sui cambiamenti climatici.

lI radar installato per monitorare dettagliatamente il ghiacciaio conferma che questo continua a slittare di decine di centimetri ogni giorno. Il Presidente Conte si recherà presto sul posto: un segnale di attenzione al problema del riscaldamento globale.

Al governo però vogliamo dire che i segnali e le dichiarazioni sul clima non bastano più.

Il governo ha la possibilità di intervenire subito sulle cause dei cambiamenti climatici: lo farà o continuerà a rispondere con piani vaghi e insufficienti, che non possiamo più permetterci? Uscita dal carbone, Stop Trivelle, investimenti sulle rinnovabili, un nuovo piano nazionale energia e clima. Questi sono i temi su cui chiediamo risposte chiare e rapide.

Il Pianeta non aspetta. Dobbiamo fare in fretta, e non ci sono più scuse per rimandare ancora. Ora che gli scioperi per il clima sono passati, non abbassiamo la guardia e continuiamo a tenere alta l’attenzione sui cambiamenti climatici!

Un comunicato molto duro che non lascia spazio a fraintendimenti. La situazione del ghiacciaio è la metafora di un pianeta in cui sta cambiando clima. Gli Stati, rivendicano molte associazioni a difesa dell’ambiente, hanno il dovere di affrontare la situazione in modo deciso.

Secondo Greenpeace non c’è più spazio per rimandare i problemi da risolvere: uscita dal carbone, stop alle trivelle, investimenti sulle rinnovabili e nuovo piano nazionale di energia e clima.

Immagine in copertina: Istituto di Ricerca per Protezione Idrogeologica