edificio di autostrade per l'italia

L’inchiesta sui presunti report falsi attestanti le buone condizioni dei viadotti di Autostrade nata da quella sul crollo del Ponte Morandi ha portato sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Genova altri 5 viadotti.

L’analisi di email e documenti sequestrati dopo l’emissione di 9 misure cautelari lo scorso settembre, ha attirato l’attenzione degli inquirenti sulle condizioni in cui versano il viadotto Carlo Alberto, il viadotto Baudassina, il Ferrato (nella zona di Alessandria), il Stura III e il Gorsexio (situati sull’A26). Non si fa attendere la replica di Autostrade che in comunicato stampa spiega che anche Spea Engineering, la società che si occupa di sicurezza delle infrastrutture controllata da Autostrade, e Aspi si starebbero attrezzando con consulenti esterni per verificare le condizioni dei viadotti.

Gli accertamenti disposti dalla Procura di Genova

Come riporta Il Secolo XIX, a destare i sospetti della Procura di Genova sarebbero state le condizioni dei viadotti cui erano stati assegnati “voti alti” nonostante fossero caratterizzati da “appoggi molto corrosi e inefficaci” e “ammaloramento diffuso sui bulbi inferiori“.

La Procura ha dunque avviato accertamenti sui viadotti sopracitati, nominando dei consulenti per verificare le loro condizioni. L’inchiesta sui report falsi nasce da quella sul crollo del Ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto del 2018, che ha provocato 43 vittime.

I viadotti già oggetto di attenzione da parte della Procura sono i seguenti: il viadotto Pecetti e il Gargassa, situati sull’A26; il viadotto Bisagno e il Paolillo situati sull’A12; il viadotto Sei Luci, il Teiro e il Costa che si trovano invece sull’A10. Il 13 settembre scorso, per l’indagine sui presunti falsi report, sono finite 3 persone agli arresti domiciliari mentre per 6 persone sono scattate misure interdittive mirate ad allontanarle per 1 anno dalle attività professionali.

I 9 che hanno ricevuto misure cautelari sarebbero stati tutti impiegati tra Autostrade per l’Italia e Spea.

Ieri, Il Secolo XIX riportava che un tecnico di Spea, aveva denunciato il suo datore di lavoro accusandolo di avergli imposto di falsificare un report in cui aveva messo in evidenza criticità relative alla sicurezza del viadotto Pecetti per autorizzare un trasporto eccezionale disposto da Autostrade. Lo stesso tecnico sarebbe anche un super testimone nell’inchiesta sui presunti report falsi. Il comunicato stampa della società concessionaria di costruzione e gestione di autostrade a pedaggio smentisce questo punto.

La risposta di Autostrade

Autostrade per l’Italia ha pubblicato un comunicato stampa in cui scrive: “Su 5 viadotti della A26, Autostrade per l’Italia evidenzia che su 4 di tali infrastrutture, già oggetto di normale attività di sorveglianza, è stata effettuata una serie di verifiche ulteriori da parte di società esterne specializzate, che non hanno rilevato criticità di ordine statico. Sul quinto, il viadotto Baudassina, le verifiche ulteriori di società terze, rispetto a quelle ordinarie regolarmente effettuate, si concluderanno entro il mese corrente. La Direzione di Tronco di Genova è disponibile a fornire qualsiasi approfondimento necessario sulle analisi svolte e, più in generale, sugli interventi di manutenzione realizzati e in programma“.

La società ha poi specificato a proposito di quanto detto dal tecnico sopracitato che il “Trasporto Eccezionale Cram non è mai transitato sul Viadotto Pecetti” in seguito alla segnalazione di Spea “del difetto su una trave di bordo del viadotto Pecetti (difetto che peraltro era già stato compensato escludendo al traffico la corsia di marcia soprastante)“.