Sono vere e proprie scintille quelle che si vedono nello studio di Porta a Porta, nell’intervista di questa sera su Rai Uno. Scintille metaforiche, s’intende, ma non si sono di certo risparmiati Matteo Renzi e Matteo Salvini, ospiti di un goduto e pungolante Bruno Vespa (che sottolinea come gli ultimi a “sfidarsi” fossero stati Berlusconi e Prodi, ben 13 anni fa). Il “duello” dura 90 minuti, una sorta di lunga partita di pallone che termina con un esausto pareggio. Ai due leader, uno della Lega Nord e l’altro del neopartito Italia Viva, vengono concessi 40 minuti circa ciascuno. E lo scontro comincia.

Salvini: “Lega al 33% nei sondaggi, Renzi ha inventato un governo sotto a un fungo”

Salvini gioca sin da subito la carta dei sondaggi che danno favorito in Italia il partito leghista. “L’ultimo sondaggio dà la Lega al 33% – arringa immediatamente il Matteo padano – il governo è nato per non far votare gli italiani sennò vince la Lega“. Ma deve rispondere anche della sua decisione di far cadere il governo, nel rovente agosto scorso, che motiva così: “Erano tre mesi che il M5S bloccava tutto, era un no alla Tav, alla Flat Tax, all’Autonomia, perfino alle Olimpiadi. Sto al governo se posso fare le cose se Di Maio disfa di notte quel che faccio di giorno, non si può.

Era un’agonia. Renzi si è inventato un governo sotto un fungo, vediamo quanto dura“. 

Matteo Renzi non esita a replicare: Il colpo di sole del Papeete che ha preso il collega Salvini lo fa rosicare ancora adesso: mai era accaduta una crisi in una dinamica istituzionale. Quando si vota lo decide la Costituzione, non il menù di un beach club. Ha fatto una cosa che non aveva né testa né coda: allora o avevamo da seguire il diktat del Papeete o fare un’operazione di Palazzo, machiavellica, ma per l’interesse del Paese.

Se avessimo votato allora avremmo avuto lo spread alle stelle. Con lui al governo era oltre 300, con noi a 98. Oggi siamo alla metà. Ora noi possiamo non aumentare l’Iva. Con lui il contrario. E io spero che l’Italia conti in Europa e non si fa sgomitando contro Merkel e Macron“.

Renzi al vetriolo: “Se sei ministro vai al G7 non alla proloco”

 “Non giudico le ferie delle persone – sottolinea in seguito l’ex Pd facendo sempre riferimento all’episodio del Papeete – Ma avrei preferito che fosse andato in missione ai vertici europei. Le riunioni europee sono importanti: lei ha fatto sette vertici, partecipando solo a uno su sette. Ha votato al Senato l’1,3% delle volte. Stare in spiaggia con il figlio è legittimo ma se fai il ministro non vai nelle sagre di Paese. Dovrebbe andare al G7, non alla proloco“.

Non si fa imbarazzare Matteo Salvini, che risponde secco e più populista che mai: “So che non è un reato andare in spiaggia con il figlio, a sinistra siete abituati a champagne e caviale a Montecarlo, io vado a Milano Marittima perché preferisco lasciare i soldi in Italia. Io adoro l’Italia delle proloco, dei comuni, delle sagre: ma se io ho il 33 e lui il 3% vuol dire che qualcosa ho fatto e gli italiani non sono scemi. Epoca Renzi 500mila sbarchi, epoca Salvini 28mila“.