salvini inno mameli

Il “Salvini marittimo” ormai ci eravamo abituati a vederlo in più occasioni: mentre tiene una conferenza stampa sul bagnasciuga, oppure intento a farsi fotografare in bermuda e ciabatte da una miriade di fan.

Lo abbiamo persino visto finire in un ginepraio diplomatico quando suo figlio è finito a fare un tour su una moto d’acqua della polizia (con agenti in servizio), circostanza che Salvini ha definito “errore da papà”.

Questo weekend, però, sembrano essere crollati tutti i paletti della diplomazia e dell’understatement politico. Il Ministro degli interni, a poca distanza da uno dei consigli dei ministri più difficili vissuti da questo governo, si è ritrovato a fare il dj al Papeete beach di Milano Marittima, con tanto di cubiste che ballavano sulle note dell’Inno di Mameli.

E non sono pochi coloro che hanno storto il naso.

Inno di Mameli in spiaggia: si è andati definitivamente oltre?

Nazionalismo e mojito: ecco il ministro-dj come non l’avete visto mai, e come nessuno ci aveva preparati a vedere una figura così importante del nostro governo. Siamo lontani dalle foto ufficiali con corna dietro le teste di Silvio Berlusconi, o le barzellette sconce in conferenza stampa: questo weekend la politica è rimasta in bikini.

Prendere l’inno Nazionale e sporcarlo della sabbia del Papeete Beach potrebbe però essere stato un passo falso per il Ministro “uomo del popolo”. Il Presidente del Cocer Difesa, il generale di brigata Francesco Maria Ceravolo, ha infatti ribadito ad Adnkronos come la combo cubiste-Mameli fosse del tutto fuori luogo e contro il protocollo: “L’inno nazionale si suona in determinate circostanze ben previste dal protocollo. E c’è bisogno che tutti si attengano a quelle circostanze”.

Non è il solo a criticare il modus operandi del vice premier: Certe scene disturbano e io non l’avrei permesso, ha dichiarato il tenente colonnello Gianfranco Paglia che ha aggiunto:Non avrei permesso mai una cosa del genere. Da cittadino, da ex parlamentare e da uomo che si onora di indossare l’Uniforme, credo nei valori e nelle parole scritte nell’Inno che non è la classifica strofa che si canta prima dell’inizio di una partita di calcio”.

Da Matteo Salvini, nessun commento

Dalla pagina Facebook di Matteo Salvini, per ora, neanche un fiato al proposito.

D’altronde, secondo il generale Mario Arpino (che parla su Adnkronos), accanirsi su queste questioni rende solo più efficace il modo di fare salviniano: “Salvini è quello che mi meraviglia di meno: ci ha abituato ai colpi di scena, che al popolo piacciono, e possiamo aspettarci tutto da qui alle elezioni che secondo me non ci saranno e lui lo sa”.