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Mike Pence, vicepresidente degli Stati Uniti, ha annunciato il raggiungimento di un accordo per il cessate il fuoco in Siria. Pence ha guidato la delegazione americana in Turchia insieme al Segretario di Stato Mike Pompeo. Dopo la bilaterale con Recep Tayyip Erdoğan, un cessate il fuoco di 5 giorni è stato deciso per permettere alle forze curde di ritirarsi nelle zone sicure. Secondo fonti militari americane citate dalla CNN, la Turchia sarebbe pronta ad annettere la parte della Siria del Nord Est occupata dai curdi. Si tratta dei 32 chilometri a cui Ankara puntava dall’inizio dell’operazione “Sorgente di Pace”, una zona franca all’intero del territorio siriano.

Washington: raggiunto il cessate il fuoco in Siria

Mike Pence ha annunciato che non ci saranno ulteriori sanzioni contro Ankara e che quelle già in atto verranno ritirate una volta che la Turchia concluderà l’operazione nella Siria del Nord Est. La decisione arriva da Donald Trump, che ha twittato in merito alla tregua: “È un grande giorno per la civiltà. Sono orgoglioso che gli Stati Uniti mi siano stati accanto, seguendo un necessario, ma non convenzionale, percorso. Molti hanno provato a fare questo patto per molti anni. Milioni di vite saranno salvate. Congratulazioni a tutti“.

I termini del cessate il fuoco impongono alle Forze Democratiche Siriane lo smantellamento delle loro fortificazioni difensive, e il ritiro delle truppe dal confine turco.

Gli Stati Uniti hanno inoltre acconsentito, secondo la CNN, a pattugliare l’area e a condividere le informazioni di intelligence con la Turchia.

Ankara vince la partita

I toni entusiasti utilizzati da parte degli Stati Uniti non sono stati condivisi in toto dalla controparte turca. Mevlut Cavusoglu, ministro degli Esteri della Turchia, ha confermato che Ankara ha acconsentito alla tregua. “Gli Stati Uniti hanno accettato la necessità di una ‘safe zone’ per proteggere gli interessi di sicurezza della Turchia“, avrebbe dichiarato il ministro, come riporta Al Jazeera, “E abbiamo raggiunto il pieno accordo che l’esercito turco controlli questa zona“.

Cavusoglu ha inoltre dichiarato che non si tratta di un cessate il fuoco, in quanto questo può essere raggiunto solo tra controparti legittime. E i curdi, evidentemente, non vengono considerati tali.