La madre del bambino di 5 anni, caduto dalla tromba delle scale a scuola, si chiede come sia potuto succedere. La scuola: “Non abbiamo abbastanza personale” (Immagine di repertorio)

Perché? Come è possibile? Queste le domande che affollano la mente di una madre e un padre in queste ore disperate. Il loro bambino, di 5 anni, ieri alle 9.45 di mattina è precipitato dalla tromba delle scale della sua scuola elementare a Milano. Un volo di più di 10 metri. Le sue condizioni restano gravi, la speranza è appesa a un filo. Insieme, c’è tanto sconcerto da parte dei genitori dei piccoli alunni della scuola Pirelli. Tgcom24 riporta però l’amara confessione dei presidi: “Ci sono troppi pochi bidelli per poter rispettare le regole sulla sicurezza”.

La rabbia e il dolore dei genitori

Mi interessa solo che mio figlio esca da questa sala operatoria e torni a casa, nient’altro”, dichiara la madre al Corriere della Sera.

Ma come è possibile che questi bambini stiano in corridoio da soli, e all’ultimo piano di un edificio, se non hanno ancora sei anni, se sono in prima elementare? Noi genitori li affidiamo alla scuola. Con quale fiducia lo rimandiamo, adesso? Bisogna sempre arrivare a una tragedia per rispettare regole di buon senso?”, ha proseguito la donna. Il Corriere ha raccolto la sua testimonianza fuori dalla sala operatoria di Neurochirurgia all’ospedale Niguarda di Milano.

La dinamica dell’incidente

Stando a quanto ricostruito finora dagli inquirenti, il bambino avrebbe chiesto alla maestra di inglese di andare in bagno.

Nonostante un primo rifiuto, la maestra alla fine lo ha accontentato, consapevole della presenza di una bidella storica della scuola. Sulla strada del ritorno, però, il bimbo era da solo. La bidella, una donna descritta come “affidabile e scrupolosa”, era rimasta in bagno con altri 2 bambini. Pochi minuti, una singola distrazione, son bastati a provocare la tragedia. Chissà cosa ha pensato quando si è arrampicato sulla ringhiera all’ultimo piano ed è caduto da 13 metri, intorno alle 9.45. Trasportato d’urgenza in ospedale, alle 14 i medici hanno tentato di tranquillizzare i genitori del piccolo, che versa ancora in condizioni critiche.

Personale insufficiente per garantire massima sicurezza

Il personale scolastico è fortunatamente riuscito a tenere gli altri bambini all’oscuro dell’accaduto, per non allarmarli. Gli hanno raccontato che il loro compagno si è sentito male, ha vomitato e per questo è andato via da scuola. Fuori dalla scuola, i genitori degli altri alunni si sono precipitati non appena hanno saputo della tragedia. Ai microfoni di Repubblica, alcuni rivelano: C’è carenza di personale. Sono pochi. Bisogna fare più controlli. Non è per niente normale che un bambino giri da solo per la scuola. Specialmente quelli di prima. E una maestra, al Corriere, confessa: “Gli alunni sanno andare al bagno da soli fin dalla prima elementare. C’è la bidella, ma se in quel momento non sta lì o ha altre classi da seguire e loro hanno l’urgenza, non c’è altra soluzione che mandarli comunque. Senza sorveglianza”.