Greta Thunberg e Piero Angela

Per la Rete, è il Sommo. Piero Angela, assieme a suo figlio Alberto, rappresenta l’élite della divulgazione culturale italiana. Molto attento ai temi della scienza e dell’ambiente, ha detto la sua anche sull’attivista Greta Thunberg.

Il vero problema

L’occasione è stata un’intervista per il Messaggero, rilasciata in contemporanea col suo debutto a teatro con lo spettacolo “I segreti del mare, un mondo affascinante tutto da scoprire. Nel corso dell’intervista, durante la quale ha raccontato il format dello spettacolo, ovviamente l’attenzione è caduta sui temi dell’ambiente, sempre cari al quasi 91enne Piero Angela. Dici ambiente e, quest’anno, fa subito rima con Greta Thunberg, l’attivista svedese in grado di mobilitare milioni di persone in tutto il mondo per richiedere più interventi e attenzione al tema del cambiamento climatico.

D’accordo o meno, è innegabile che le polemiche su Greta Thunberg abbiano assunto toni macabri e fuori luogo, come dimostrato dal fantoccio appeso ad un ponte a Roma.
Piero Angela, sempre pacato e preciso, non è di questo avviso ma trova una via di mezzo: “Mi piace, ma attenzione: queste cose si sapevano anche trent’anni fa, ma nessuno le voleva ascoltare”. Il creatore di Quark e Superquark ha poi continuato, specificando: “ I movimenti ecologisti sono sempre esistiti.

Oggi, certo, le cose stanno peggiorando. Gli accordi di Parigi sono disattesi da paesi che a parole dicono di rispettarli e poi non lo fanno”.
Quindi chiude la risposta con una rapida disamina sullo stato delle cose: “Oggi si vive nell’eterno presente. Navighiamo a vista. Il problema non è il problema. Il problema è l’uomo”.

Nuove e vecchie generazioni

Sempre nel corso dell’intervista al Messaggero, Piero Angela riconosce tuttavia che i segnali positivi arrivano anche dagli ascolti che fanno registrare lui e il figlio Alberto, per il quale ha sempre avuto ottime parole. Figlio che, a detta del padre, “fa una televisione diversa dalla mia, certo.

Ma è giusta e coinvolgente”.
Questo successo è dovuto anche ad un certo ricambio generazionale, grazie al quale “il pubblico è cambiato. Le nuove generazioni hanno studiato più di quelle vecchie, sono più curiose e disposte a imparare”. Il discorso finisce inevitabilmente sulla differenza tra nuove e vecchie generazioni: una è migliore dell’altra?
Non necessariamente. Le nuove generazioni sono vittime di un grande edonismo. Le vecchie avevano il senso del dovere e del sacrificio”. Questa differenza è stata più volte sottolineata da Piero Angela, anche nel corso di altre interviste: “Quando ero bambino sapevo di avere dei doveri e dei diritti che venivano dai doveri. Non c’è migliore e peggiore: per ogni vantaggio c’è sempre uno svantaggio da pagare”.
Anche questa volta il Sommo ha parlato e come al solito mai in maniera banale.