lupo

Con una sentenza dello scorso 10 ottobre, la Corte di giustizia europea ha confermato l’uso della caccia come strumento di gestione per le specie protette, come il lupo, in presenza di specifiche e rigorose condizioni. La decisione arriva in merito all’abbattimento di alcuni lupi in Finlandia, avvenuto in deroga alla direttiva dell’Unione Europea che tutela la biodiversità.

Secondo la Corte, gli abbattimenti selettivi possono essere consentiti solo in circostanze particolari e molto limitate, al fine di non danneggiare la popolazione di lupi. Una condizione che non sembra essere stata completamente rispettata nel caso finlandese.

Un tentativo di contrasto al bracconaggio

Come si legge nelle sentenza, 43 lupi sono stati abbattuti in Finlandia sulla base di deroghe a titolo di caccia di gestione, nel corso dell’anno venatorio 2015-2016.

Questa deroga era stata concessa in base alla normativa nazionale, con l’obiettivo di ridurre progressivamente il bracconaggio e contribuire al mantenimento della specie. Sebbene la lotta alla caccia illegale possa essere un nobile intento, la decisione aveva finito per suscitare la protesta da parte delle associazioni animaliste, che la ritenevano paradossalmente ancora più dannosa nel lungo periodo.

Ucciso il 15% della popolazione di lupi in Finlandia

La Corte è intervenuta proprio su questo punto, rilevando come la metà dei lupi abbattuti fossero esemplari riproduttori, su una popolazione che conta complessivamente tra 275 e 310 esemplari a livello nazionale.

La caccia autorizzata avrebbe pertanto comportato l’uccisione di quasi il 15% della popolazione totale di lupi in Finlandia.

Come si sottolinea nella sentenza, tutto ciò non può essere giustificato con la semplice lotta al bracconaggio e dovrà essere inquadrato in una normativa più rigorosa. In particolare, conclude la Corte, questo tipo di deroga potrà avvenire, ma solo alla luce di dati scientifici chiari in grado di dimostrare che la caccia si verifica per un numero ristretto di esemplari, senza mettere in pericolo la conservazione dell’intera specie.

Il parere di cacciatori e animalisti

La sentenza interviene su un tema di cui si è dibattuto anche in Italia e, in maniera abbastanza sorprendente, è stata accolta con favore sia dalle organizzazioni animaliste finlandesi, sia quelle dei cacciatori. Heli Siitari, dell’Associazione cacciatori finlandesi, ha dichiarato: “L’Associazione accoglie con favore la sentenza della Corte dell’UE, che in linea di principio dà il via libera alla caccia di gestione dei lupi”.

Altrettanto positivo il parere di Leena Iivonen, dell’Associazione per la conservazione della natura Tapiola, che sottolinea come le indicazioni della sentenza rappresentino un punto di partenza per future normative: “La decisione è approfondita e completa e fornisce una buona guida per il futuro”.