carminati

La decisione sta filtrando in queste ore dal Ministero della Giustizia: revoca del 41 bis, il carcere duro, per Massimo Carminati. L’ex Nar era a capo di un’associazione criminale, in combutta con un’altra organizzazione guidata da Salvatore Buzzi, nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”. La Cassazione non ha riconosciuto l’aggravante di associazione mafiosa e per questo i legali di Carminati hanno chiesto il regime carcerario ordinario per il loro assistito.

Massimo Carminati: revoca del 41 bis

La decisione sembra essere stata presa in accordo con la Dda di Roma e la Direzione nazionale antimafia. Come riporta Adnkronos, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede avrebbe firmato il decreto di revoca del carcere duro per Massimo Carminati.

Il legale dell’ex Nar, Giosuè Bruno Naso, ha dichiarato all’agenzia stampa: “Carminati è un detenuto irreprensibile, non ha mai avuto problemi con la polizia penitenziaria“.

Il carcere duro, spiega l’avvocato, era stato revocato anche dopo la sentenza di primo grado che non riconosceva l’aggravante mafioso. “Per me il 41bis è un automatismo assurdo, che spero aboliscano presto e per il quale ultimamente la Corte europea dei diritti dell’uomo ha anche richiamato il nostro Paese“, spiega Naso.

Caduta l’accusa di associazione mafiosa

Durante il processo di appello, Massimo Carminati è stato condannato a 14 anni e 6 mesi di reclusione, pena che dovrà essere ricalcolata dai giudici della Corte d’appello di Roma, essendo caduto l’aggravante di associazione mafiosa.

Lo stesso per il suo complice Salvatore Buzzi, condannato in appello a 18 anni e 4 mesi.

L’avvocato di Buzzi ha dichiarato che “adesso il mio assistito va fatto uscire di galera, gli va immediatamente revocata la misura cautelare in carcere“. Il capo della cooperativa “29 giugno” ha espresso la sua soddisfazione dopo la sentenza della Cassazione. “L’incubo è finito, voglio uscire da questo inferno dietro le sbarre e tornare a casa“, ha dichiarato Salvatore Buzzi all’Adnkronos.