Giuseppe Conte in aula

Mentre Matteo Salvini si gode le prime ore del successo regionale umbro, un grido si leva da tutti i lati del centrodestra, e chiede una sola cosa: le dimissioni di Giuseppe Conte.

Ciò che Matteo Salvini vuole, ora come due mesi fa, è sempre lo stesso: mandare al voto gli italiani. La speranza è quella di un governo senza più alleati che non siano il centrodestra, del quale comunque si vedrebbe a capo (ma questa è solo un’innocente supposizione).

Il centrodestra vuole dimissioni e voto

All’appello “al voto subito” di Salvini si unisce Giorgia Meloni, che dice: “Fossi Conte rassegnerei dimissioni domani”.

Il tono di Meloni è di assoluto trionfo: “Gli italiani si liberano in Umbria di una sinistra di potere ed affarista, con una vittoria schiacciante del centrodestra che ci consegna una una grande responsabilità nei confronti dei giovani, della famiglie, delle piccole e medie imprese. Bisognerà fare grandi cose e le faremo“.

Insomma: per il centrodestra il successo in Umbria equivale non solo a una vittoria in battaglia, ma già a una guerra vinta e al passaggio sotto l’Arco di Trionfo verso Chigi e Montecitorio. Così, Giuseppe Conte si è ritrovato a ribadire la sua intenzione a rimanere esattamente dov’è, riportando il successo a una dimensione regionale e non nazionale.

In primis ha specificato la sua ferma consapevolezza nel voler concentrare le sue energie più ala conduzione di Governo che non a una campagna elettorale in Umbria: “Se avessi voluto fare campagna elettorale avrei girato porta a porta un mese, 24 ore al giorno”, ha dichiarato. Sulle richieste di dimissioni, ha mantenuto un tono sereno e distaccato, citando un Modugno spensierato all’evento Sindaci d’Italia tenutosi a Roma: “Io in discussione? Non ho niente, ma ho il sole, il cielo e il mare”.