mani di uomo che mette soldi nel salvadanaio

Il vertice di maggioranza che si è tenuto nella giornata di lunedì 28 ottobre ha modificato 3 punti cruciali della legge di Bilancio 2020, che ne bloccavano l’arrivo in Parlamento. La novità più importante riguarda lo scongiurato aumento della cedolare secca dal 10 al 12,5%. L’annuncio di questo aumento aveva fatto scattare proteste da parte di diverse organizzazioni, tra cui Confedilizia.

La novità sulla cedolare secca dopo la riunione di Governo

Il rischio di un rincaro sui costi degli immobili è stato evitato: la cedolare secca, cioè l’imposta che sostituisce l’Irpef per chi affitta un appartamento a canone concordato, rimarrà al 10% e addirittura sulle locazioni calmierate diventerà strutturale.

Secondo quanto riportato dal Dipartimento delle Finanze, le Regioni italiane che più beneficeranno di questa decisione sono l’Emilia Romagna e il Lazio, dove c’è un maggiore utilizzo di questa forma di contratto. Secondo le stime de Il Sole 24 ore, l’aumento al 12,5% avrebbe provocato un rincaro di 151 euro in media, per un totale di 115 milioni che sarebbero entrati nelle casse dello Stato. A causa di questo, le risorse potrebbero essere reperite attraverso un aumento della tassa sulla fortuna, quella sulle vincite dei giochi.

Altre novità nelle modifiche sulla legge di Bilancio

Ma la decisione riguardo alla cedolare secca non è l’unica modifica alla legge di Bilancio.

Le imprese che appartengono ad Industria 4.0 riceveranno un aumento per quanto riguarda le agevolazioni fiscali di ben 140 milioni di euro. 3 miliardi di euro è invece il bonus in caso di acquisti con sistemi di pagamento rintracciabili, come carte di credito e bancomat.

Nel frattempo c’è ancora molto dibattito all’interno della maggioranza giallorossa per cercare di mantenere inalterato il regime di flat tax che era stato approvato dal governo recedente. La norma prevedeva per chi avesse partite iva fino a 65mila euro di pagare il 15% di Iva-Irpef-Irap.

Ma per realizzare ciò servono 100 milioni di euro, che si cerca di reperire in altro modo.