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Giuseppe Conte torna sulla questione Fiber-Vaticano, per dare una volta per tutte una risposta ai dubbi emersi con l’articolo del Financial Times.

Il Presidente del Consiglio ha così deciso di parlare direttamente alla testata finanziaria britannica, con una lettera al giornale in cui si affranca da qualsiasi tesi di conflitto d’interessi.

Conte inconsapevole del coinvolgimento di Raffaele Mincione

Giuseppe Conte non si ritiene colpevole di conflitto d’interessi, e dichiara di essere totalmente estraneo a un coinvolgimento con secondi fini allo scandalo sull’immobile acquistato con soldi del Vaticano. “Le mie azioni sono state giudicate totalmente appropriate e alla luce del sole dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, responsabile per le indagini sui conflitti di interesse in Italia” ha spiegato il premier in una lettera.

A quanto pare l’Autorità garante aveva esaminato il caso lo scorso gennaio, analizzando i rapporti che c’erano stati tra Conte e la Fiber 4.0 nel maggio 2018. Era così emerso che si era trattato di una mera consulenza, isolata peraltro. Nessun legame, dunque, con Raffaele Mincione, gestore della Athena Global Opportunities: “Ero del tutto inconsapevole del fatto, e in effetti non era necessario saperlo, che Raffaele Mincione fosse tra gli investitori, o che fosse coinvolto un fondo di investimento sostenuto dal Vaticano, come ipotizzato nell’articolo”.

Oltretutto, il Presidente del Consiglio ha spiegato che quando inaspettatamente il governo da lui presieduto si è ritrovato a dover deliberare sulla questione Fiber 4.0. lui era assente dal Consiglio dei ministri e non ha dunque partecipato a nessuna decisione.

Un immobile, un fondo e l’acquisizione di Retelit

I fatti risalgono a maggio 2018, quando Giuseppe Conte non è ancora il Presidente del Consiglio.

A comprare l’immobile di Sloane Avenue è la Athena Global Opportunities, fondo gestito da Raffaele Mincione ed ha un solo e unico investitore: la segreteria di Stato Vaticana.

La Athena, a sua volta, controlla al 40% la Fiber 4.0, che a maggio 2018 sta cercando di ottenere l’acquisizione di una rete di telecomunicazioni, la Retelit.