Vigili del fuoco dopo l'esplosione ad Alessandria

Sono 3 i vigili del fuoco morti nell’esplosione avvenuta in una cascina dell’Alessandrino, a Quargnento. Antonio Candido, detto Nino, è la vittima più giovane, rimasto ucciso con i colleghi Matteo Gastaldo (47 anni) e Marco Triches (36 anni) in quella che è stata un’alba infernale per tutta Italia. Pochi mesi fa, per un assurdo gioco del destino, aveva condiviso un post sul suo profilo Facebook: “Quanto vale la vita di un vigile del fuoco?“.

Chi sono i vigili del fuoco morti a Quargnento

Intorno alla tragedia di Quargnento, comune in provincia di Alessandria teatro dell’esplosione di una cascina in cui sono morti 3 vigili del fuoco, si intrecciano storie di uomini e di sogni che emergono a poco a poco, dalle macerie di vite distrutte durante il servizio.

Nino Candido era il più giovane dei 3, originario di Reggio Calabria e da poco nel Corpo dei Vigili del Fuoco dove anche suo padre ha prestato servizio. 32 anni il prossimo dicembre, si era sposato nel 2018 e viveva ad Albenga con la sua famiglia.

Marco Triches aveva 36 anni, sposato e padre di una bimba piccola, nata appena 2 anni fa. Era originario di Alessandria ma da qualche tempo si era trasferito a Valenza, e aveva partecipato alle operazioni dopo il sisma ad Arquata del Tronto.

Sui social il ritratto di un ragazzo solare, amante della fotografia e della natura.

Matteo Gastaldo, 47enne di Gavi (Alessandria) dove viveva con la sua famiglia, aveva studiato all’Istituto Alberghiero ed era poi entrato nei Vigili del fuoco. Nei giorni scorsi era impegnato nelle operazioni di intervento e soccorso durante l’ondata di maltempo che ha coinvolto l’Alessandrino. È stato estratto per ultimo dalle macerie di Quargnento.

Il post di Nino Candido

Tra i dettagli delle esistenze delle vittime, bagaglio di approfondimenti fisiologico per capire identità e vissuto di chi non c’è più, spunta una riflessione condivisa via social dal pompiere 32enne Nino Candido, rimasto ucciso con i colleghi Matteo Gastaldo e Marco Triches.

Sul suo profilo Facebook, il vigile del fuoco aveva condiviso un post dedicato al difficile lavoro dei pompieri. Era il 12 giugno scorso, e il 32enne aveva pubblicato l’immagine di un collega accompagnata da alcuni pensieri sul loro difficile lavoro.

Un altro collega ci ha lasciato nell’adempimento del dovere. Quanto vale la vita di un vigile del fuoco? Quando si accorgeranno di noi e del lavoro pericoloso che facciamo? Lavoriamo in silenzio e abbiamo imparato a morire senza fare troppo rumore. Per quanto tempo ancora?“.

Post di Nino Candido su Facebook
Post di Nino Candido su Facebook

Una serie di interrogativi che oggi, alla luce della tragedia che ha colpito il Corpo intero, suona come un disperato appello all’attenzione di tutti, soprattutto delle istituzioni, sul delicatissimo ruolo dei vigili del fuoco, in prima linea nei momenti più drammatici e nelle situazioni più rischiose.

*immagine in alto: fonte/Twitter Vigili del Fuoco, dimensioni modificate