Cronaca

Bandito ucciso durante una rapina a Roma: colpito dal complice

La morte del rapinatore durante una rapina a Roma avrebbe una prima risposta: il malvivente colpito da un colpo esploso dal complice
auto dei carabinieri

Prima risposta dalle indagini sulla dinamica della tentata rapina in un bar-tabacchi di Roma, il cui bilancio si è chiuso con la morte del rapinatore e il ferimento del titolare dell’esercizio. Il colpo che ha ucciso il bandito sarebbe stato esploso dal complice, un 58enne il cui fermo è stato convalidato. Smontata l’iniziale ipotesi che a sparare fosse stato il negoziante, così come già riferito dalla figlia a margine dell’accaduto: “Mio padre non ha sparato a nessuno“.

Rapinatore ucciso dal complice

I primi esiti d’indagine sulla tentata rapina avvenuta a Roma il 5 novembre scorso, nel cuore di Cinecittà Est, sarebbero arrivati: secondo quanto riportato da Adnkronos, il rapinatore 69enne ucciso, Ennio Proietti, sarebbe stato colpito a morte da un colpo esploso dal complice.

Quest’ultimo, il 58enne Enrico Antonelli, resta in carcere dopo la convalida del fermo da parte del gip. Secondo quanto emerso finora, i colpi partiti dalla sua pistola sarebbero 3. Il primo avrebbe attinto e ucciso Proietti, il secondo avrebbe ferito il proprietario del negozio e il terzo sarebbe andato a vuoto.

Risultati grazie alle telecamere

A definire il perimetro di una dinamica inizialmente incerta sarebbero state le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza. Grazie a queste, infatti, sarebbe stato possibile stabilire l’autore degli spari.

A carico del complice del rapinatore ucciso sono state formulate le ipotesi di omicidio, tentato omicidio e rapina aggravata. Secondo quanto riportato dal Messaggero, i rapinatori avrebbero agito per un bottino di circa 25mila euro, e dopo un primo sopralluogo nel bar-tabacchi si sarebbero decisi a mettere a segno il colpo.

La reazione del titolare, però, avrebbe colto entrambi alla sprovvista e ne sarebbe nata una colluttazione, nel corso della quale sarebbe scaturita la sparatoria. I due si sarebbero conosciuti in carcere pochi mesi fa, poi l’idea di compiere una rapina insieme e l’individuazione del bersaglio.

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