gabry little hero trapianto

Il papà di Gabry Little Hero ha usato un’immagine tratta dal film E.T. per cercare di descrivere il modo in cui sta vivendo il piccolo Gabriele, affetto da Sifd, dopo l’inizio delle terapie per l’infusione di midollo osseo.

La storia di Gabry, unico malato in Italia di Sifd, ha commosso tutto il paese e viene raccontata passo dopo passo dai suoi genitori attraverso la pagina Facebook che hanno aperto.

Gabry dopo il trapianto

Lo scorso 3 novembre Gabriele ha cominciato il trattamento: dopo una lunga ed estenuante attesa era infatti stato trovato il donatore e, cosa ancora più importante, si era provveduto al prelievo di midollo.

Nella giornata di ieri, a 9 giorni di distanza, per la prima volta il padre ha potuto fare visita a suo figlio e l’incontro pare sia stato tanto sconvolgente quanto meraviglioso. Le sue parole hanno fatto capire quanto Gabriele debba vivere in una condizione di tutela nei confronti degli altri esseri umani: “Vi assicuro che il primo impatto è stato forte. Vedersi dietro delle lamine in plastica e non poterlo toccare è stato come il supplizio di Tantalo. Già, perché per adesso, solo la mamma che è stata opportunamente istruita, può entrare dentro il flusso (ossia dentro le lamine di plastica)”.

Padre e figlio non si sono potuti toccare ma sono comunque riusciti a giocare, seppur con qualche difficoltà: I primi 5 minuti mi sono trovato impacciato, mi sentivo impotente e non individuavo la chiave d’accesso per ritrovare quella sintonia che abbiamo quando giochiamo, ma è bastata una frase di mia moglie per tranquillizzarmi “Usa la tua fantasia come sempre”.

Forte come un eroe

A quanto pare, nonostante la situazione di grande disagio e la sua acerba età, Gabriele sta reagendo bene e con coraggio a una terapia di cui non è ancora in grado di comprendere i risvolti: “Da quel momento è stato tutto un gioco ed un sorriso, Gabry l’ho trovato monello, meglio di come lo vedo in videochiamata, ma soprattutto mantiene le smorfiette da furbetto di chi sa il fatto suo”.

La strada è ancora lunga ma finalmente si intravede una luce alla fine del tunnel: “Per adesso, la salita, per quanto ardua, è affrontata nel pieno dei capacità e noi non molliamo”.