Serena Mollicone il giallo degli organi dell’apparato genitale scomparsi

Oggi l’udienza preliminare per l’omicidio Mollicone inizia con la forza di 40 faldoni di documenti che contengono l’infinito e complesso lavoro fatto, in questi anni, da periti e legali della famiglia Mollicone.

In aula dopo tanti anni

Guglielmo Mollicone, il padre di Serena, non ha mai creduto alle precedenti piste investigative e ora la sua difesa ha strumenti bastevoli per sostenere le accuse contro la famiglia Mottola, che si ipotizza possa aver ucciso Serena per metterla a tacere.

Ora che il processo è quasi certo tutte le carte prodotte assumono un nuovo senso e scopo.

Il padre: “Credo nella giustizia”

Guglielmo Mollicone è confidente nel buon esito dell’udienza di oggi e nel probabile successivo processo che dovrebbe avere luogo: “Credo nel lavoro svolto in questi anni dalla magistratura inquirente e credo nella giustizia” dice l’uomo, riportato da Ansa.

Alla sbarra, la famiglia Mottola, insieme al maresciallo Vincenzo Quatrale e all’appuntato Francesco Suprano.

Sui Mottola, Guglielmo Mollicone ha dichiarato ad AdnKronos: “Come si fa a dire che non c’entrano. Serena è entrata lì, c’è il suo nome cancellato sul registro, ci sono verbali che dicono che è andata su. Mi chiedo come hanno fatto quelli che erano presenti a stare seduti lì sentendo una ragazza che veniva presa a calci e a pugni e veniva torturata senza intervenire”.