Cronaca

Pensioni 2020: Quota 100, Opzione donna e altre novità in arrivo

Manovra di Bilancio 2020: tutto quello che c'è da sapere in materia di pensioni. Dalla Quota 100 all'Opzione Donna ma sono ancora tante le proposte sul tavolo
soldi sparsi sopra un tavolo

Diciamolo subito: Quota 100, Opzione Donna e Ape Social saranno confermate anche per il prossimo anno. Questo quello che si legge all’interno della Manovra di Bilancio approvata dal Consiglio Dei Ministri per il 2020 e che dovrà essere convertita in legge entro il 31 dicembre. Sale quindi l’attesa dei lavoratori che sono in possesso dei requisiti per la pensione anticipata, ma aspettano il passaggio del decreto in Parlamento per poter esultare.

Nella Manovra si fa strada anche la rivalutazione delle pensioni e la prospettiva di una pensione di garanzia per i giovani.

Quota100, la quiete dopo le tensioni

Nelle scorse settimane all’interno della maggioranza non sono mancate le tensioni intorno alla riconferma di Quota100.

Da una parte il Premier Conte e il Movimento 5 Stelle si sono sempre mostrati irremovibili su una sua possibile cancellazione. Dall’altra Matteo Renzi e il suo partito Italia Viva non hanno nascosto di ritenerla imperfetta e volerla addirittura eliminare. Solo dopo che il decreto avrà terminato il suo iter parlamentare, e superato eventuali richieste di modifiche, conosceremo l’esito della disputa.

Allo stato dell’arte, la manovra voluta dall’ex-governo gialloverde risulta prorogata per il 2020 e il 2021 e si potrà accedere con 62 anni di età e avendo versato 38 anni di contributi.

Invece, per quanto riguarda le finestre (ovvero il periodo che deve intercorre tra la presentazione della richiesta e la riscossione dell’assegno pensionistico), saranno 3 all’anno, per il settore privato, e ogni 6 mesi per i lavoratori del pubblico. Ad oggi, fa sapere l’INPS, le domande presentate per accedere a Quota100 sono state circa 200.000.

Opzione Donna: resta lo scivolo per le lavoratrici

Riconfermata per un altro anno Opzione Donna, lo scivolo per il pensionamento rivolto al lavoro femminile, i cui prerequisiti restano immutati.

Potranno fare domanda le lavoratrici che, entro il 31 dicembre 2019, avranno maturato 58 anni di età (59 per le lavoratrici autonome) e 35 anni di contributi.

Sebbene il decreto riconosca alle donne il diritto di avere una scorciatoia per la pensione, all’atto pratico penalizza molto questa scelta. Infatti, il calcolo dell’assegno pensionistico avverrà solo su base contributiva, anziché retributiva, con un taglio anche del 30% sulla pensione percepita.

Un brutto sgambetto a chi ha da sempre mandato avanti la casa e i figli, oltre che il Paese.

Le proposte messe in cantiere

All’interno della Manovra c’è posto anche per un emendamento relativo alla rivalutazione delle pensioni. In sostanza, ad un aumento del costo di beni e servizi, seguirebbe un conseguente aumento dell’importo delle pensioni. La manovra non ha, però, incontrato il favore dei sindacati, che si sono detti scontenti e delusi per l’insufficienza della misura.

Infine, alcuni esponenti del governo hanno esposto la volontà di lavorare su una pensione di garanzia. I destinatari sarebbero tutti quei giovani accomunati da una carriera lavorativa discontinua. Ma nulla è ancora stato messo nero su bianco.

A questo punto non resta che aspettare l’approvazione definitiva della Manovra di Bilancio 2020 e i conseguenti decreti attuativi.

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