Enrico Piaggio

Rai 1 ha mandato in onda un film tv dedicato a Enrico Piaggio, imprenditore che rivoluzionò il modo in cui gli italiani andavano in giro. Il suo nome è indissolubilmente legato ad uno dei prodotti italiani più conosciuti all’estero: la Vespa.

Gli inizi, tra navi e aerei

Enrico Piaggio è da annoverare tra i più grandi e importanti imprenditori italiani. Assieme a Ferrari e i membri della famiglia Agnelli fu in grado di creare vere e proprie icone esportate in tutto il mondo.
Nasce a Pegli (Genova) nel 1905 e i suoi inizi sono lontani dal mondo delle motociclette. L’azienda di famiglia, la Piaggio, produceva componenti navali ed aeronautici: una storia simile a quella della BMW, che inizialmente fabbricava motori di aereo.

La Piaggio aveva 4 stabilimenti ed Enrico si occupava direttamente degli stabilimenti toscani di Pisa e Pontedera, dove era concentrata la sezione aeronautica dell’azienda. Prima che la guerra aiutasse la domanda di aerei, la Piaggio affrontò una grossa crisi nel 1931. Per uscirne, venne assunto il progettista Corradino D’Ascanio, inventore del primo elicottero e soprattutto vero padre della Vespa.

Quasi ucciso da un fascista

Triste a dirsi, ma il Ventennio fascista aiuto gli affari della Piaggio.

L’espansione coloniale prima e la Seconda Guerra Mondiale poi, fecero alzare la domanda di aerei. Sono anche gli anni in cui Enrico Piaggio eredita l’azienda di famiglia: assieme al fratello Armando, succede alla morte del padre avvenuta nel 1938. In verità, quegli anni furono più eccellenti dal punto di vista dei risultati tecnologici (oltre 21 primati raggiunti, tra cui la massima altitudine) che economici.
La vita di Enrico Piaggio rischiò di finire pochi giorni dopo l’armistizio dell’Italia. Il 25 settembre 1943, mentre si trovava nell’Hotel Excelsior di Firenze, si rifiutò di alzarsi mentre passano alla radio il discorso del generale Rodolfo Graziani.

Un ufficiale della nuova Repubblica di Salò gli sparò e Piaggio si salvò solo grazie all’asportazione di un rene.

La nascita della Vespa

Finita la guerra, l’Italia intera stava cercando in tutti i modi di rimettersi in piedi. Enrico Piaggio decise di sperimentare una nuova strada e di iniziare a produrre un nuovo mezzo di trasporto che fosse agile, leggero e alla portata di tutti, uomini e donne. Realizzato nel 1944 negli stabilimenti di Pontedera, il primo progetto si chiamava Paperino, ma non convinse l’imprenditore ligure.


Allora Corradino D’Ascanio si rimese al lavoro e nel 1945 la prima Vespa vide la luce. Tra le caratteristiche principali, la peculiare forma, la pedana, adatta per la comodità delle donne in gonna, il cambio sul manubrio e l’iconica ruota di scorta.
Secondo le fonti, l’origine del nome la si deve a Enrico Piaggio stesso, che vedendo il primo prototipo pare che esclamò: “Sembra una Vespa!”, un po’ per il rumore e un po’ per la forma dalla vita più stretta, come l’insetto. Brevettata nell’aprile del 1946, la Vespa inizialmente faticò ad imporsi, per poi “prendere il volo”.

Il boom economico

I numeri della Vespa crebbero in modo incredibile e il mezzo diventò parte integrante della ripresa economica italiana nel dopoguerra.

Dai primi 100 modelli venduti con qualche difficoltà, si passò ai 171.000 del 1953. Costava abbastanza, sulle 70.000 lire, tanto per un operaio ma il pagamento rateizzato permise l’esplosione della richiesta. L’anno successivo alla nascita della Vespa, nel 1947, fu prodotto anche l’altro iconico prodotto della Piaggio, l’Ape. Sempre pensato in termini di comodità, puntava ad aiutare il singolo individuo e il suo trasporto merci.
Enrico Piaggio provò anche a sfondare nel settore dell’automobile.

Sul finire degli anni ‘50 venne progettata la Vespa 400, prodotta in Francia e venduta solo all’estero per non fare un dispetto alla Fiat, che in quegli anni spopolava con al celebre 500. Con la storica casa automobilistica italiana, fu legato anche da un vincolo di parentela: la figlia della moglie Paola, da lui adottata dopo il matrimonio, nel 1959 sposò Umberto Agnelli.

Scena del film Vacanze Romane
Scena del film Vacanze Romane

La morte di Enrico Piaggio

Dai 200 dipendenti del 1930, la Piaggio arrivò a contarne oltre 10.000 negli anni ’50, con punti vendita in oltre 140 paesi del mondo e un marchio divenuto ormai stabilmente parte dell’immaginario collettivo dell’Italia. A contribuire fu anche il film del 1953 Vacanze Romane, con la storica e iconica scena di Gregory Peck e Audrey Hepburn in giro per Roma a bordo della Vespa.
Gli anni ‘60, tuttavia, furono caratterizzati da un calo delle vendite e forti tensioni sociali, che costarono molto a Enrico Piaggio: un malore lo colpì durante uno sciopero e morì pochi giorni dopo, il 16 ottobre 1965. La sua morte fece cessare le agitazioni sociali e il suo marchio continuerà a vendere ed essere conosciuto in tutto il mondo. Basti pensare che nel 2018 ha raggiunto il record di vendite, con oltre 210.000 pezzi vendute in tutto il mondo.

La fiction di Rai 1

A celebrare la lungimiranza e il lavoro dell’imprenditore Enrico Piaggio, ci ha pensato Rai 1, con una fiction dedicata. Seguita da oltre 5 milioni di spettatori, è andato in onda il film Enrico Piaggio – Un sogno italiano. L’imprenditore è interpretato da Alessio Boni e la vicenda ruota attorno alla nascita della Vespa, al rapporto con Corradino D’Ascanio e altri aspetti più o meno romanzati.
La scena del film Vacanze Romane ha grande importanza nella fiction. Si racconta dell’opera di convincimento, romanzata, sul regista William Wyler perché utilizzasse proprio la Vespa al posto di una carrozza, per l’iconica scena del film. Nel cast anche Francesco Pannofino, nei panni di un banchiere intenzionato a strappargli l’azienda di famiglia.
Un grande risultato di share per una fiction che celebra uno degli imprenditori italiani più importanti del dopoguerra, l’uomo che ha messo l’Italia intera su due ruote.


CORREZIONE DEL 24 FEBBRAIO 2021:

In un primo momento era stato erroneamente scritto Ascanio in luogo di Armando, nome del fratello di Enrico Piaggio.

La modifica è già stata integrata nell’articolo.