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Venezia, Fiorello all’attacco sul Mose: “Opera che non serve a una cippa”

Fiorello passa all'attacco sul Mose, e rivolge parole di fuoco alle istituzioni dopo il disastro di Venezia
Fiorello

Sono tante le voci famose che hanno espresso il proprio parere sul disastro dell’acqua alta a Venezia. Dopo Mara Venier e Patty Pravo, anche Fiorello ha detto la sua sulla questione Mose, uno dei nodi più spinosi dietro il dramma che si è consumato in laguna e dintorni (dove si è registrata la morte di 2 persone). Ad avvio di puntata, nel suo format Viva RaiPlay!, il conduttore ha rivolto parole di fuoco alle istituzioni.

Fiorello attacca il Mose

Il Mose, sistema di paratie che dovrebbe proteggere la città di Venezia dai rischi dell’acqua alta, è in produzione dal 2003.

Sono anni che la situazione non cambia e, alla luce dell’immane disastro di questi giorni, la polemica infiamma i media nazionali.

Fiorello ha detto la sua sulla questione, senza risparmiare un taglio affilato sullo spreco di tempo e denaro intorno alla costruzione:Consentitemi di dire ‘Viva Venezia’, perché a Venezia si sta passando delle giornate veramente brutte. Qui mi viene da pensare a quei famosi 7 miliardi buttati via per un’opera che non serve a una cippa“.

Lo showman ha le idee chiare, chiarissime, e ha incalzato sulla questione: “Io vado spesso a Venezia, ho parenti a Venezia, e vado lì e vedo quella cosa arrugginita, che si sta arrugginendo piano piano, 7 miliardi buttati.

Pensiamoci. Pensateci. Vedere le gondole accatastate fa veramente male“.

La situazione di Venezia

Il Mose è un vero e proprio caso, che tiene sotto scacco la città da anni, esattamente da quel 2003 in cui iniziò la produzione. Quasi una dannazione che si trascina come una zavorra, e che non sembra essere prossima all’immediata soluzione, neppure dopo quanto accaduto con le alte maree del 12 e 13 novembre scorsi.

Il Mose è l’opera che dovrebbe arginare i pericoli insiti nel fenomeno dell’acqua alta, ma non è mai arrivata al suo completamento (inizialemente previsto per il 2016). Una serie di eventi collaterali, tra cui la dilatazione impressionante dei tempi di costruzione e l’ombra delle tangenti, hanno reso ancora meno liscio il percorso di chiusura dei lavori, e la piena fa sempre più paura.

Stando a quanto riportato dall’Ansa, la data di conclusione e consegna dell’opera sarebbe fissata per il 31 dicembre 2021, esattamente 5 anni dopo il previsto. Occorrerà attendere tutte le fasi di collaudo del sistema, che comprende delle dighe su cui interverranno specifiche verifiche.

Ma il tempo scorre inesorabile e la Serenissima non può più attendere.

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