non accetta la fine del matrimonio l'accoltella al cuore uccidendola

A distanza di poco più di 9 mesi da quel drammatico 2 febbraio, quando Ezzedine Arjoun ha ucciso con un colpo di coltello al cuore l’ex Marisa Sartori, il giudice ha promulgato la sentenza.

Nella violenta aggressione era rimasta gravemente ferita anche la sorella di Marisa, Deborha.

Omicidio Curno: la sentenza

Nessun sconto di pena per Ezzedine Arjoun, il 35enne è stato condannato all’ergastolo. ll giudice dell’udienza preliminare Massimo Magliacani ha anche deciso un risarcimento di quasi un milione di euro per la famiglia della vittima, compresa la sorella di Marisa, Deborha, rimasta ferita nell’aggressione. A processo era presente anche l’associazione Aiuto Donna come parte civile.

La morte di Marisa

Marisa Sartori aveva 25 anni ed era una parrucchiera. Aveva sposato Ezzedine Arjoun in Tunisia, una volta tornati in Italia avevano poi chiesto la trascrizione del rito in comune. Subito dopo sono iniziati i problemi e Marisa aveva chiesto la separazione, rifugiandosi a casa dei genitori.

Nella notte del 2 febbraio, Marisa stava rientrando a casa insieme alla sorella Deborha, non aveva idea che ad attenderle c’era proprio lui, Ezzedine Arjoun armato di coltello. L’uomo si è scagliato su di lei pugnalandola al petto. Nella colluttazione è rimasta ferita anche la sorella, che ha tentato di difendere Marisa e poi è corsa a dare l’allarme.

Le prime parole di Deborha al risveglio

La sorella di Marisa era rimasta gravemente ferita nella colluttazione con Ezzedine Arjoun, la giovane si è risvegliata due giorni dopo in ospedale chidendo proprio della sorella: “Ma Marisa è stata uccisa?

Una certezza che aveva nel cuore e che ha trovato una risposta affermativa alla sua domanda. Un dolore al quale la giovane ha dovuto reagire affermando: “Devo sopravvivere per i miei genitori“.