lara comi

Oggi Lara Comi vive un momento più che buio, ma non è sempre stato così. Nei primi anni duemila Lara Comi è stata una delle punte di diamante dell’entourage berlusconiano: una delle destinate a smentire lo sberleffo delle “veline candidate”. Dopo poco meno di 20 anni, la giovane Comi si sta rivelando però arma a doppio taglio per Forza Italia.

Lara Comi, la negazione della “velina candidata”

Quando nel 2009 la battaglia tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi era all’apice, lei etichettava le belle donne che venivano reclutate dal partito del marito come “veline candidate”, arrivando a definirle “ciarpame senza pudore”. Tra le belle di Silvio c’era però anche una giovanissima studentessa universitaria che con la televisione e lo spettacolo non aveva niente a che fare: era Lara Comi, appena uscita dal guscio della Bocconi e pronta a darsi da fare.

Il suo percorso è agile e veloce: dopo due anni come brand manager in aziende importanti, nel 2002 è la portavoce di Forza Italia a Saronno e nel 2008 è candidata alla camera dei deputati. Non viene ma si fa un nome che poi sfrutterà in Europa come europarlamentare dal 2009 al 2019, venendo eletta prima con il Popolo della Libertà e poi con Forza Italia.

Vita privata: riservata, combatte uno “stalker”

Del suo privato, negli anni, si è saputo poco: i suoi social servono per lo più per parlare del lavoro politico. Nel 2014 aveva raccontato di essere fidanzata, senza però appendere alcun manifesto. Chi si ritiene molto intimo con lei, ma in realtà non lo è, è il suo “stalker”: un imprenditore di Jesolo, che da anni la perseguiterebbe ed è anche stato condannato a 10 mesi nel 2018. 

Negli anni Lara Comi si dimostra brillante, dinamica e capace: sa parlare e sviluppa un know how dei meccanismi delle commissioni europee.

Non mancano i problemi a livello giudiziario: nel 2013 viene querelata da Roberto Soffritti, in primis. La Comi aveva infatti rilasciato alcune dichiarazioni durante una puntata di Servizio Pubblico in cui lasciava intendere che Soffritti avesse un passato poco limpido. Pur protetta dall’immunità come europarlamentare, Comi era stata comunque condannata a risarcire Soffritti con 30mila euro.

La mancata rielezione: l’inizio della fine

Un altro problema era sorto quando nel 2017 era emerso che, volando le norme europee, Comi aveva assunto come assistente un parente: sua madre. Era stata così condannata a un risarcimento di 126mila euro. 

Quest’anno, la caduta: prima la mancata rielezione in Europa, e la conseguente corsa alla ricerca di favori e buone parole per non uscire dalle stanze dei bottoni. Poi, gli arresti domiciliari.

Oggi il partito che l’aveva innalzata non la sostiene più, quantomeno all’apparenza e sui media: nessuna parola da parte di Silvio Berlusconi o di altri. Situazione analoga sui social, dove la (fino a poco fa) adiratissima politica oggi viene subissata di critiche e ingiurie.