Anna Maria Franzoni

Nella giornata di ieri alcune agenzie di stampa avevano rilanciato la notizia che Anna Maria Franzoni, la madre condannata a 16 anni per l’omicidio del figlio, avrebbe chiesto il reddito di cittadinanza. La notizia è stata smentita e si è rivelata una bufala.

Il presunto ricorso per il reddito

Tornata in libertà lo scorso febbraio dopo aver scontato poco meno di 11 anni di carcere per l’omicidio del piccolo Samuele, Anna Maria Franzoni è tornata improvvisamente sulle pagine dei giornali. Non per sua diretta responsabilità, tuttavia.
Alcune agenzie hanno rilanciato la notizia che un’associazione per i consumatori e gli utenti, Giustitalia, avrebbe ricevuto richiesta per un ricorso da parte di Anna Maria Franzoni.

La donna, diventata tristemente famosa nel 2002, avrebbe infatti chiesto il reddito di cittadinanza, senza tuttavia ottenerlo. Gli articoli sull’argomento riportano delle dichiarazioni di uno dei responsabili di questa associazione, riguardo dettagli tecnici del mancato ottenimento del reddito. Si parla di detrazioni, reddito di famiglia e di un possibile ricorso al Tar.
L’avvocato di Anna Maria Franzoni ha smentito categoricamente questa notizia.

Una bufala a suo danno

L’avvocato della donna, Paola Savio, ha scritto una lettera ai giornali per informarli della falsità delle affermazioni riportate.

La lettera, riportata da quotidiani come Il Resto del Carlino, recita:
La notizia è stata ripresa da alcuni media rendendo necessaria una smentita. La mia assistita era all’oscuro di tutto e ha confermato di non aver mai fatto alcuna richiesta di reddito di cittadinanza” afferma l’avvocato. Che poi aggiunge: “L’ho chiamata io stessa per avere conferma”.
Paola Savio specifica poi la situazione della sua assistita: “Non si sarebbe mai sognata di farlo e questo è puro accanimento nei suoi confronti”.

L’episodio rischia di rappresentare un danno per la donna, specifica l’avvocato.

Il precedente su Pietro Maso

Purtroppo, non è la prima volta che viene effettuata una operazione di cosiddetto debunking nei confronti dell’associazione Giustitalia. Il noto sito anti-fake news BUTAC (Bufale Un Tanto Al Chilo) aveva già trattato pochi giorni fa dell’associazione in relazione alla notizia su Pietro Maso e una presunta eredità. Questo tipo di notizie, insomma, altro non sarebbero che pubblicità ingannevole, un modo in cui talune associazioni provano a farsi un nome, sfruttando la notorietà dei personaggi coinvolgi, in questo caso quello di Anna Maria Franzoni.