Romina Power e Ylenia Carrisi

Romina Power ha scelto di fare un appello su scala internazionale per ritrovare la figlia Ylenia Carrisi, primogenita nata dalla sua unione con Al Bano e misteriosamente scomparsa nel 1994. Un cold case che affonda le radici nella nebulosa New Orleans di 25 anni fa, quando della giovane si sono perse le tracce senza un’apparente soluzione. Per gli investigatori americani si sarebbe suicidata gettandosi nel Mississippi, ipotesi alimentata dalle dichiarazioni iniziali di un guardiano che, invece, avrebbe poi clamorosamente ritrattato durante un confronto con la madre, che non si è mai arresa e continua a cercarla.

La trasmissione di Federica Sciarelli ha mostrato una simulazione del volto invecchiato della donna, che oggi avrebbe 49 anni.

Romina Power a Chi l’ha visto?

Al Bano e Romina hanno due prospettive differenti sul giallo della scomparsa di Ylenia, la primogenita di cui si sono perse le tracce a New Orleans, nel lontano 1994.

Proprio dietro impulso della sua inesauribile speranza di trovarla ancora in vita, la Power continua a cercarla e ha scelto Chi l’ha visto? per lanciare il suo appello su scala internazionale.

Il mese di novembre lo considero il mese di Ylenia, perché in questo mese è nata. In questo mese, io posto una sua fotografia ogni giorno, nel caso qualcuno la riconosca. Mi rendo conto che sono passati 25 anni dalla sua scomparsa, ma nel cuore di una madre la speranza non muore mai. La speranza di poterla riabbracciare“.

Romina Power ha dichiarato di aver parlato con il guardiano Albert Cordova, l’uomo che all’epoca disse di aver visto una giovane somigliante a Ylenia (inizialmente ‘scartata’ dal suo ricordo durante le procedure di riconoscimento delle foto cui fu sottoposto dagli investigatori) gettarsi nel fiume Mississippi a New Orleans.

Stando al suo racconto di allora, indossava un vestito a fiori ma, nel colloquio con la madre, avrebbe smentito questo dettaglio facendo una descrizione totalmente diversa.

Ylenia Carrisi: come sarebbe oggi

Ma come sarebbe oggi Ylenia Carrisi? L’antropologa forense Chantal Milani ne ha simulato l’invecchiamento del volto per Chi l’ha visto?, spiegando come si tratti di ricostruzioni che sono comunque suscettibili di una serie di variabili tra cui il luogo e il modo in cui la donna potrebbe aver vissuto tutti questi anni lontana da casa.

Simulazione di invecchiamento del volto di Ylenia Carrisi a 'Chi l'ha visto'
Simulazione di invecchiamento del volto di Ylenia Carrisi a ‘Chi l’ha visto’ – Fonte: Facebook ‘Chi l’ha visto?’

La ricostruzione viene fatta anche sulla base dell’invecchiamento dei genitori, Al Bano e Romina, e cambia leggermente a seconda di un eventuale cambio di acconciature o in base al peso.

Simulazione di invecchiamento del volto di Ylenia Carrisi a 'Chi l'ha visto'
Simulazione di invecchiamento del volto di Ylenia Carrisi a ‘Chi l’ha visto’ – Fonte: Facebook ‘Chi l’ha visto?’

Cordova, il guardiano che con le sue dichiarazioni orientò gli inquirenti verso la pista del suicidio, disse inizialmente di aver visto la ragazza il 6 gennaio 1994, 5 giorni dopo l’interruzione dei contatti con la famiglia, tuffarsi nel Mississippi dopo aver scambiato con lui alcune battute.

Le avrebbe chiesto di allontanarsi da quel posto, ma lei avrebbe detto di “appartenere all’acqua” per poi lanciarsi nel fiume ed esserne inghiottita per sempre. Parole che, alla luce dei foschi contorni dell’immagine di Alexander Masakela (l’uomo con cui Ylenia ha vissuto gli ultimi momenti prima della scomparsa) suonano come non del tutto ancorate alla realtà.

Alexander Masakela e il caso Carrisi

Il profilo di Alexander Masakela, artista di strada con cui Ylenia Carrisi condivise una camera d’albergo a New Orleans proprio all’alba del giallo che l’ha avvolta, sarebbe ricco di sfumature particolarmente inquietanti.

Un uomo violento e incline a soggiogare le donne con l’aria da guru maledetto, secondo una delle sue presunte vittime che, al telefono con la trasmissione Chi l’ha visto?, ha dichiarato di essere scampata a un destino di stenti e abusi in cui l’uomo avrebbe provato a intrappolarla.

Il maleficio di cui ero vittima – ha raccontato la donna – mi faceva stare con lui e oggi non mi so dare delle risposte (…). Mi dava sempre qualcosa da bere e io avevo perso il controllo“.

Possibile che la stessa sorte sia toccata a Ylenia Carrisi? Possibile che sia stata manipolata al punto da perdere completamente contatto con la sua realtà d’origine?

Una sola certezza in questo palcoscenico di interrogativi ancora insoluti: il suo corpo non è mai stato trovato, nulla che possa restituire la sua storia tragica e misteriosa al perimetro di un gesto estremo o di una morte violenta.