Carlo Verdone in Borotalco

Il popolarissimo attore e regista Carlo Verdone è tornato ancora una volta a raccontare un aneddoto del suo passato. Tanti gli appassionanti e divertenti racconti dell’attore, di recente premiato anche dall’Ordine dei Farmacisti. Ora invece è tornato su quella volta in cui venne bocciato dal padre, professore universitario.

Il Professor Mario Verdone

Ogni occasione per parlare, diventa per Carlo Verdone un ottimo momento per qualche aneddoto del passato. Popolari sono i racconti su come abbia scoperto e ingaggiato la Sora Lella, mentre più commoventi sono le parole dette alla scomparsa di Irina Sanpiter, la Magda del suo Furio.


Durante una premiazione presso la Casa Museo Accademia d’Armi Musumeci Greco di Roma, invece, ha raccontato un aneddoto riguardo il padre.
Mario Verdone era un professore universitario, il primo docente di Storia e Critica del film. Un corso seguito anche dal figlio Carlo, allora studente dell’Istituto Sperimentale di Cinematografia. Non con buoni frutti, tuttavia.

Il racconto dell’esame

Che Mario Verdone fosse un personaggio di spessore, lo si era capito anche dai racconti di Christian De Sica. L’attore è sposato con Silvia Verdone e per chiederne la mano dovette affrontare proprio il padre di Carlo.


Il regista e attore di numerose commedie che hanno segnato profondamente la cinematografia italiana, ricorda invece dell’esame fatto col padre Mario, all’epoca dell’università. Al figlio mancavano solo due esami e siccome il giorno doveva sostenere l’esame in Storia e Critica del cinema, chiese aiuto al padre: “Fammi chiedere il neorealismo, De Sica, anche Blasetti“, racconta.
Il giorno dopo, tuttavia, nessuno degli assistenti era disponibile e allora Verdone figlio fu interrogato dal Verdone padre. Nell’aula, racconta, tutti si aspettavano favoritismi data la parentela, ma sul banco dell’interrogazione le cose andarono diversamente.

Bocciato dal padre

Carlo Verdone ci provò anche a suggerire al padre gli argomenti da chiedergli, sussurrandoglieli a bassa voce e con pietismo. Lui, però, fu irremovibile: “Mi parli di…Pabst“. Invane le suppliche del figlio, il professor Mario Verdone rincarò la dose: “Drayer“. Scena muta, mormorio degli altri studenti: “Sta a boccià er fijo” ricorda Carlo Verdone, che fu quindi bocciato e mandato a casa.
Proprio qui, la sera, avvenne il confronto col padre, colpevole di averlo bocciato. “Ma che c***o hai combinato?” sbottò il figlio, mentre Mario Verdone sorrise ed esclamò: “Mi scocciava far vedere che promuovevo il mi’ fijo“.

Un piccolo e divertente intoppo, che tuttavia non ha impedito a Verdone di entrare a far parte della storia del cinema, pur non sapendo (quel giorno) nulla di Pabst e Drayer.