funerale dei pompieri uccisi dall'esplosione

Non c’è pace per i familiari dei pompieri uccisi durante l’esplosione della cascina, nella notte tra il 4 e il 5 novembre, in provincia di Alessandria. 

Infatti, le vedove e i familiari di Marco Triches, Matteo Gastaldo e Antonino Candido non potranno ricevere i risarcimenti previsti dalla tutela dell’Inail, quando si verificano incidenti sul lavoro. 

I pompieri non possono godere della tutela dell’Inail

Qualche giorno fa, Costantino Saporito, sindacalista dei Vigili del Fuoco dell’Usb, aveva commentato aspramente: “Sa quanto prenderanno le famiglie delle 3 vittime di risarcimento? Meno di 2mila euro!

Una vergogna. Le famiglie dei nostri morti sul lavoro vanno avanti con le collette dei colleghi”. 

Purtroppo, la categoria dei Vigili del Fuoco non rientra tra quelle che possono godere dell’assicurazione dell’Inail. Come si legge sul sito Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro: “a norma delle disposizioni contenute negli articoli 1 e 4 del Testo Unico 1124/65, non si applicano al personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia che rimangono disciplinati dai rispettivi ordinamenti, fino al complessivo riordino della materia, così come sancito dall’articolo 12 bis del Decreto Legge 11/2009.

Pertanto, dalla tutela Inail risulta escluso il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico (es. Polizia Penitenziaria, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco e Corpo Forestale dello Stato”. 

Richiesto l’intervento dello Stato

Al dolore immenso per la perdita dei propri cari, si aggiungono le problematiche economiche, dovute all’assenza di uno stipendio su cui non si può più improvvisamente contare. Così, non solo si esprime la rabbia di tutti i Vigili del Fuoco, che da tempo sollecitano la copertura dell’Inps. Si afferma anche l’amarezza di Domenico Ravetti, il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio Regionale.

 

Le famiglie dei 3 Vigili del fuoco, che hanno vissuto il dramma tremendo della perdita dei loro cari, rischiano di dover affrontare gravi preoccupazioni per il loro futuro, vedendosi private di un risarcimento che avrebbe rappresentato per loro una forma di sostegno. – he evidenziato Ravetti – Anche il processo civile potrebbe chiudersi senza risultati e a queste persone non resterebbe altro che una percentuale sulla pensione Inps che, basandosi sui contributi versati dalle vittime sarà molto bassa”. 

Il Presidente del Gruppo Pd ha aggiunto: “La Regione non ha competenza su questa materia, ma chiedo a tutti i parlamentari piemontesi di intervenire a livello nazionale per sanare questa ingiustizia e per riconoscere un giusto risarcimento alle famiglie dei pompieri morti”.