Beppe Sala, condannato per falso

Lo scorso luglio il sindaco di Milano Beppe Sala è stato condannato per falso nell’inchiesta per l’Expo 2015. Un reato che per i giudici non ha avvantaggiato nessuno e per cui ora scatta la prescrizione. Spetterà al diretto interessato scegliere se affrontare il processo di appello o ricorrere alla prescrizione.

Falsifico alcuni verbali

I fatti contestati e appurati risalgono al maggio del 2012, quando l’allora commissario unico per l’Expo falsificò la data di alcuni verbali. Questi si riferivano alla gara d’appalto per la Piastra dei servizi dell’Expo 2015. Secondo l’accusa, Beppe Sala era consapevole di stare compiendo un reato e per questo motivo, nel luglio scorso, il Tribunale lo ha condannato per falso materiale ed ideologico.


Tuttavia la vicenda non ha dei risvolti “criminosi” comuni e lo si è appreso alla lettura delle motivazioni della sentenza.

Agì per il successo dell’Expo

Pur essendo stato condannato in primo grado a 6 mesi, poi convertiti in una multa da 45 mila euro, Beppe Sala non agì con l’intento di danneggiare o truccare l’appalto favorendo qualcuno. Nelle motivazioni della sentenza rivelate ad ottobre, infatti, i giudici riconoscono a Sala l’attenuante di aver “agito per motivi di particolare valore morale o sociale“, quali il garantire la riuscita della manifestazione Expo.


Beppe Sala quindi operò quella falsificazione dei verbali per evitare ulteriori ritardi, come specificato nelle motivazioni della sentenza.

Può ricorrere alla prescrizione

Adesso, tuttavia, è scattata la prescrizione per quel reato. Beppe Sala ha di fronte a sé 2 possibilità. Da un lato può decidere di usufruire della prescrizione e chiudere l’iter giudiziario, rimanendo però condannato. Dall’altro invece può decidere di rinunciarvi e continuare con il processo di appello.
Questa seconda ipotesi potrebbe essere scelta qualora Beppe Sala volesse ripulire il suo nome dalla condanna. Gli avvocati, infatti, hanno intenzione di impugnare proprio le motivazioni e quel rigo – “agito per motivi di particolare valore morale o sociale” – per far assolvere del tutto il sindaco di Milano.


La sua scelta verrà probabilmente annunciata proprio durante il primo processo di appello, la cui data non è ancora stata stabilita.