Fiori e Yara Gambirasio

A poche ore dal clamore destato dall’annuncio di una denuncia per frode processuale da parte della difesa di Massimo Bossetti, emerge una scoperta dai contorni inquietanti che lambisce la tragica cornice intorno al caso Yara Gambirasio. Proprio nel luogo in cui fu ritrovato il corpo senza vita della 13enne, il campo di Chignolo d’Isola (Bergamo), la troupe di Mattino Cinque ha individuato 9 proiettili inesplosi. Un reperto quantomeno singolare alla luce del posto in cui è stato rinvenuto, praticamente a ridosso dell’altarino dedicato alla ragazzina uccisa.

Proiettili inesplosi vicino ai fiori per Yara

L’inviata di Mattino Cinque, con una troupe della trasmissione, durante la diretta del 29 novembre ha fatto un clamoroso annuncio in studio.

Proprio quando le telecamere erano pronte a un servizio sul caso Yara Gambirasio, su impulso della recente notizia sulla presunta esistenza di Dna utile a concedere una superperizia a Bossetti, un dettaglio ha catturato l’attenzione della giornalista e degli operatori.

Nel luogo in cui fu ritrovato il corpo senza vita della 13enne di Brembate – per la giustizia uccisa dal muratore di Mapello poi condannato all’ergastolo – sono stati scoperti 9 proiettili inesplosi. Il fatto è stato immediatamente segnalato ai carabinieri.

Un ritrovamento singolare

Il ritrovamento dei proiettili inesplosi, al netto di suggestioni della prima ora, comporta un focus su alcuni aspetti non proprio secondari ma anche sull’ipotesi che possa comunque trattarsi del gesto di un mitomane.

I militari della Compagnia di Treviglio, giunti sul posto, hanno inoltrato la segnalazione all’autorità giudiziaria.

Il primo aspetto che balza all’attenzione riguarda il fatto che sarebbero stati ritrovati in un luogo che non è di passaggio – il campo di Chignolo d’Isola – e che, di fatto, è un’area privata che non è neppure zona di caccia.

Altro dettaglio è che sono stati individuati a ridosso del luogo in cui vengono solitamente deposti i fiori per ricordare la 13enne uccisa, e trovata senza vita nel 2011.

Un terzo dato – sottolineato da Giorgio Sturlese Tosi in trasmissione – è che, a un primo sguardo, sembrerebbero non appartenere a un’arma ad uso sportivo ma a una pistola di piccolo calibro che necessiterebbe di un porto d’armi.