Cronaca

Londra, uno degli eroi del London Bridge assassinò una disabile

James Ford, uno dei passanti che è riuscito a fermare l'attentatore del London Bridge, nel 2003 uccise Amanda Champion. La famiglia della ragazza: "Non è assolutamente un eroe"
Met police inglese

Eroe sì? Eroe no? Sta facendo discutere la storia di James Ford, uno degli uomini che ha fermato l’attentatore del London Bridge Usman Khan, cercando di mettere in salvo quanti più passanti possibile. Già, perché Ford è da 15 anni in carcere per omicidio, dopo una condanna che lo dovrebbe vedere a vita dietro le sbarre: nel 2003 uccise una ragazza disabile di 21 anni, Amanda Champion. Quando si è imbattuto nell’assalitore di Londra, Ford era infatti soltanto in permesso premio.

L’omicidio di Amanda Champion: il passato oscuro di Ford

James Ford, oggi 42 anni, si trova si trova a scontare il quindicesimo anno di prigione, dopo che nel 2004 venne catturato e condannato per l’assassinio di Amanda Champion, una ragazza di 21 anni ma con l’età mentale di una 15 anni.

La giovane venne trovata nel luglio del 2003 in un terreno accidentato ad Ashford, nel Kent, con la gola tagliata e con segni di evidente strangolamento.

A incastrare Ford fu un Samaritano che, per aiutare una Polizia inglese senza piste per risolvere il caso, indicò l’uomo come colpevole, contravvenendo alla regola di riservatezza osservata dall’organizzazione a cui prestava servizio. Ford, che ad oggi ancora non ha rilevato le motivazioni dietro al gesto, nei mesi successivi all’assassinio di Samanta chiamò 45 volte proprio l’organizzazione di Samaritani della zona per confessare l’omicidio.

“Eroe” per caso sul London Bridge

Passano 15 anni e in un’apparente tranquilla giornata di libertà, Ford incontra proprio l’uomo che brandendo un coltello semina il panico sul London Bridge. Assieme ad altri passanti, il 42enne subito interviene per fermare l’assassino, proteggendo altri passanti e soccorrendo inoltre una donna raggiunta dalle coltellate di Usman Khan, poi ucciso dalla Polizia.

Sebbene si sia parlato del coraggio di Ford nell’affrontare l’assalitore, la famiglia di Amanda rifiuta categoricamente di assolverlo e indicarlo come eroe.

La zia della giovane, la 65enne Angela Cox, lo descrive infatti come “un assassino in uscita, di cui noi come famiglia non sapevamo nulla. Ha ucciso una ragazza disabile. Non è un eroe, assolutamente no“. I Champion, hanno infatti scoperto soltanto ieri del rilascio, seppur temporaneo, dell’uomo che oggi gode della libertà condizionale, soluzione che la famiglia di Amanda aveva provato a impedire che fosse approvata. E mentre tutto il Regno Unito si interroga su un caso complesso, in chiaroscuro, il Ministero della Giustizia per ora si astiene dal commentare sulla libertà di Ford.

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