Luca Sacchi e Anastasiya Kylemnyk

Si rincorrono le notizie circa la possibile svolta nel caso dell’omicidio di Luca Sacchi. Ieri è trapelata la notizia del sequestro dei cellulari di Anastasiya Kylemnyk e Giovanni Princi. Oggi, invece, alcuni quotidiani riportano la notizia che la fidanzata avrebbe nascosto le conversazioni sul telefono.

Anastasiya chattava usando Signal

Per gli inquirenti sono decisamente troppi i dubbi sulle figure della fidanzata e dell’amico di Luca Sacchi. Lui, 24enne personal trainer di Roma, sarebbe solo una vittima di questo giro di droga, soldi e violenze. Per i pm sull’indagine, infatti, Luca Sacchi non era coinvolto nell’enorme compravendita di droga che ha portato, il 23 ottobre scorso, alla morte del giovane.


Diversa la posizione di chi, teoricamente, dovrebbe essere dalla sua parte, ossia la fidanzata Anastasiya e l’amico Giovanni Princi. La prima ha l’obbligo di firma, il secondo è agli arresti. Dall’analisi dei loro tabulati, gli esperti sperano di poter mettere insieme altri pezzi del puzzle. La difficoltà e gli ulteriori sospetti, riporta il Corriere della Sera, stanno nel fatto che Anastasiya utilizzava Signal, app per chattare in sicurezza, ideale per nascondere qualcosa.

Le chat su Signal sono criptate

La particolarità di questa chat, che da quanto riporta il Corriere sarebbe stata utilizzata da Anastasiya, è che permette comunicazioni con crittografia end-to-end, garantendo così massima segretezza nelle conversazioni.

L’app, infatti, non solo invia messaggi già protetti, ma permette anche di cancellare i messaggi impostando un timer. Lo stesso quotidiano riporta che la giovane avrebbe così cancellato messaggi e contatti sullo smartphone che gli inquirenti hanno sequestrato. Gli stessi, inoltre, sarebbero insospettiti dal fatto che delle oltre 70 comunicazioni tracciate finora tra gli indagati, nessuna risalga a lei.

Nessuna traccia, ma era lei ad avere i 70 mila euro nello zaino.

Il quadro finora: la droga e il finanziatore

Questi ultimi elementi si inseriscono in un quadro che si sta delineando di ora in ora. Nell’ordinanza d’arresto emessa dagli inquirenti, si paventava la possibilità di un finanziatore esterno per l’acquisto di quella enorme quantità di droga. Inoltre, centrale è la figura dell’amico Giovanni Princi, come viene chiarito dal gip che ha ne ha richiesto l’arresto. “La sua capacità organizzativa e la sua professionalità nella gestione delle condotte illecite – le parole riportate dal Corriere – risaltano altresì dal fatto che risulta potersi servire di soggetti a lui sottoposti (tra i quali Anastasiya) cui delegare i momenti più pericolosi ed a rischio di intervento della Polizia Giudiziaria (ciò che spiega il motivo per cui ha consegnato alla donna il denaro ed ha atteso a distanza la conclusione della consegna)“.


Luca Sacchi vittima delle trame criminali della fidanzata e dell’amico, su cui aleggiavano anche i dubbi dei genitori del ragazzo ucciso. L’indagine, per ora, procede su questa pista.