filobus milano

Si sono tenuti quest’oggi i funerali di Shirley Ortega Calangi, l’unica vittima dello scontro tra un filobus dell’ATM e un camion della nettezza urbana, avvenuto a Milano il 7 dicembre. Alla funzione hanno partecipato anche i vertici dell’azienda di trasporti milanese.

L’incidente è costato la vita alla babysitter 49enne

È passata una settimana esatta da quel tragico incidente costato la vita ad una passeggera del filobus della linea 90, a Milano. Sabato scorso, l’autista del mezzo è passato a gran velocità in via Bezzi, bruciando il semaforo rosso e scontrandosi violentemente con un camion della spazzatura proveniente dalla traversa.

L’autista ATM ora è sotto inchiesta e sotto analisi c’è il suo cellulare: si punta a scoprire se lo stava usando al momento dell’incidente.
A farne le spese, una 49enne di origini filippine, Shirley Ortega Calangi, che dopo qualche giorno di coma non ce l’ha fatta ed è morta.

Stamattina i funerali della donna rimasta uccisa

La cerimonia di saluto per la donna si è tenuta questa mattina, sabato 14 dicembre, nella chiesa Santa Maria Ausiliatrice di Cassina de’ Pecchi. Una seconda verrà officiata nelle Filippine, al rientro della salma della donna nel suo paese natale.


Alla funzione, riferisce SkyTg24, hanno partecipato oltre 200 persone. Tra loro, anche il presidente dell’ATM Luca Bianchi, il direttore generale Arrigo Giana, e alcuni dipendenti. Sono stati loro stessi a chiedere di partecipare, come riportato dalle parole di Christian Ghinaglia, compagno della 49enne rimasta uccisa: “Hanno chiamato per informarci e chiedere se potevano venire, ma Shirley è una persona che accetterebbe chiunque, perché la colpa è di una persona, non è di Atm, per noi chiunque vuol venire è accettato“.

Il saluto del compagno

Il corpo di Shirley Ortega, come detto, è destinato a ritornare nelle Filippine. La sua famiglia è arrivata in Italia nei giorni scorsi, dove a gestire la situazione c’era il compagno, con cui la donna stava da 4 anni. SkyTg24 riporta che l’uomo ha raccontato di non aver mai abbandonato la compagna: “Finché le macchine hanno dato zero. Speravamo sempre, la speranza non muore mai”.
La sua datrice di lavoro – ha poi riferito – ha reso partecipi gli altri che non era una persona comune, specialmente tutti i bambini per cui ha lavorato la ricorderanno sempre“.

Estremo cordoglio da parte di molte persone, ma anche fiducia nella giustizia: “Crediamo nella giustizia, io non sono parte della famiglia però la famiglia ha dato in mano la questione a un avvocato ed è in attesa di avere giustizia“.

Al momento risulta indagato l’autista 28enne del filobus, che potrebbe affrontare le accuse di omicidio stradale aggravato e lesioni colpose.