La Commissione interna che si occupa delle denunce sui casi di abusi sessuali su minori: “Siamo sopraffatti, 1000 casi in un anno”. A pochi giorni dalla decisione storica di Papa Francesco (Immagine di repertorio)

Mille denunce nel solo 2019. Il quadruplo di quelle che arrivavano 10 anni fa. Lo scandalo degli abusi sessuali all’interno della Chiesa prosegue, e arriva un’altra tegola sul Vaticano. Proprio pochi giorni dopo la decisione storica di Papa Francesco di abolire il segreto pontificio sui casi di pedofilia. Lo ha reso noto John Joseph Kennedy, a capo della Sezione Disciplinare della Congregazione per la dottrina della fede, l’ufficio che si occupa di ricevere e vagliare le denunce sugli abusi dei preti pedofili. “Siamo sopraffatti”, ha confessato Kennedy all’agenzia di stampa Associated Press, secondo quanto riportato dall’Ansa.

1000 casi denunciati in un solo anno

L’ufficio del Vaticano che si occupa delle denunce di abusi sessuali contro il clero, ha registrato nel 2019 un triste record. Sono almeno 1000 i casi segnalati da tutto il mondo: dall’Italia all’Argentina, dal Cile al Messico, dalla Polonia agli Stati Uniti. Il capo dell’Ufficio preposto, John Joseph Kennedy, ha rilasciato delle dichiarazioni sconcertanti: Per evadere tutti i documenti relativi al 2019, il quadruplo di quanti se ne gestivano un decennio fa, il personale dovrebbe lavorare 7 giorni alla settimana.

Poi ha aggiunto: “Stiamo effettivamente assistendo a uno tsunami di casi, al momento, in particolare da Paesi di cui non abbiamo mai sentito parlare prima”.

La decisione storica di Papa Francesco per contrastare la pedofilia

Se non fossi un prete e se avessi un bambino maltrattato, probabilmente smetterei di andare a messa. Poi Kennedy ha assicurato: “Li esamineremo dal punto di vista forense e garantiremo il giusto risultato. Non si tratta di riconquistare la gente, perché la fede è qualcosa di molto personale. Ma almeno diamo alla gente la possibilità di dire: ‘Forse diamo alla chiesa una seconda possibilità di ascoltare il messaggio”.

Il Vaticano infatti, grazie alla spinta progressista del pontefice Francesco, sta iniziando a prendere delle misure più efficaci per risolvere una piaga che nulla ha a che vedere con la fede. La pedofilia è un crimine inaccettabile, e il Papa fa bene a tentare di contrastarlo. La sua decisione di abolire il segreto pontificio sui casi di abusi sessuali rappresenta un primo passo rivoluzionario, ma i numeri parlano chiaro: la strada per chiudere questa pagina vergognosa è ancora lunga.