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Emilio Fede assalito da pensieri cupi: “Temo di morire ai domiciliari”

In un'intervista di Radio 2 Emilio Fede ha dato voce alla sua preoccupazione più cupa. Il pensiero della morte mentre sconta la condanna ai domiciliari ha incominciato ad assalirlo seriamente. Nonostante lo sfogo, nel giornalista prevale comunque l'accettazione.
Emilio Fede in primo piano

Un periodo natalizio spento e dalle tinte fosche quello che Emilio Fede sta passando quest’anno. La paura di morire ai domiciliari apre essere ormai diventato il suo pensiero fisso. L’ex direttore del Tg 4 sta facendo i conti con l’età che avanza e con i pensieri tristi che alla soglia dei 90 anni si stanno affacciando.

Emilio Fede assalito dai timori durante la sua condanna ai domiciliari

È passato qualche tempo dalla brutta caduta ma Emilio Fede non sembra essersi ripreso.

Almeno dal punto di vista dello spirito. In un’intervista a Radio2 nel programma I Lunatici ha confessato le sue paure, accentuate a suo dire, dalla condanna ai domiciliari nel processo Ruby bis, che sta scontando. Fin dall’inizio Emilio Fede aveva appreso con sgomento la notizia. Temo di morire ai domiciliari, lo penso veramente – ha affermato recentemente il giornalista – Vivo questo Natale con molta tristezza e malinconia. Non lo meritavo, non me l’aspettavo, non vedo l’ora di tornare una persona libera. Ma anche a questo pensiero Emilio Fede non può aggrapparsi a cuor sereno.

Un moto di rabbia lo assale quando pensa che tornerà semi libero una volta compiuti 89 anni. Con un po’ di risentimento ha quindi commentato: “Vi rendete conto? Una persona di quasi 90 anni vive ai domiciliari”.

Alla fine prevale comunque l’accettazione

Con l’età che incalza e con nuovi timori in agguato, il clima natalizio sembra proprio non appartenere a Emilio Fede. Il giornalista, dopo essersi sfogato, è però ritornato a uno stato di accettazione. Ha infatti escluso di chiedere la grazia per la sua condanna. E per quanto riguarda i doni che avrebbero potuto essere sotto l’albero, ha le idee chiare.

 “Non spendo soldi per i regali. Spero che il regalo di Natale per mia moglie sia rincontrarci dopo due mesi che non ci vediamo – ha affermato – Sono ai domiciliari con grande rispetto umano. Rispetto la condanna, non discuto la sentenza“.

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