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Prosegue l’iter investigativo per il caso di Gaia e Camilla, le 16enni investite e uccise in Corso Francia da Pietro Genovese. Il giovane oggi è ai domiciliari, ma gli avvocati hanno annunciato di aver fatto ricorso al Tribunale del Riesame per alleviare la misura cautelare.

Disposta una maxi-perizia per capire la dinamica

Il giovane 20enne Pietro Genovese è ancora ai domiciliari e indagato per omicidio stradale plurimo, dopo che la sera del 20 dicembre ha travolto e ucciso Gaia von Freymann e Camilla Romagnoli. Sulla dinamica dell’incidente si stanno rincorrendo ipotesi e ricostruzioni, che verranno perfezionate anche grazie alla maxi-perizia richiesta dalla Procura di Roma, come rivela Il Messaggero.


Si è scelto infatti di ricorrere a degli specialisti per capire con precisione cosa sia accaduto quella notte in Corso Francia: velocità del suv, momento della partenza, punto di impatto, testimoni dell’incidente, sono tanti gli elementi necessari per accertare le responsabilità del caso.

I legali di Genovese ricorrono al Riesame

Nel frattempo, i legali hanno formalizzato quanto detto a margine dell’interrogatorio di Pietro Genovese di fronte al gip. In quella sede, il giovane si era detto “sconvolto e devastato e anche per questo i suoi avvocati, Franco Coppi e Gianluca Tognozzi, hanno annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame.


Quest’organo, previsto dall’ordinamento giuridico italiano, ha il compito di vigilare esternamente sulla legittimità e i meriti dei provvedimenti restrittivi della libertà personale. In questo caso, i legali vogliono che siano tolti gli arresti domiciliari a Pietro Genovese, che continua a dichiarare di essere partito col verde. L’udienza si terrà nei prossimi giorni.

La scuola osserva un minuto di silenzio

Come sottolineato dagli avvocati di Genovese, la tragedia di Corso Francia ha aperto una ferita profonda nelle famiglie coinvolte, ma anche nel mondo conosciuto dai suoi protagonisti.

Oggi sono ricominciate le scuole e il Liceo De Sanctis ha organizzato un minuto di silenzio nell’istituto frequentato dalle 16enni Gaia e Camilla,. Un modo per stare vicino alle famiglie, ma anche per gli amici e compagni di stare “mano nella mano” e sentirsi vicini in questo dolore.