Gaia e Camilla

Nelle scorse ore era filtrata una possibile lettura dietro alla morte delle giovani ragazze investite in Corso Francia, a Roma. Si era infatti parlato di un possibile “gioco del semaforo rosso“, ipotesi smentita dagli avvocati della famiglia. Intanto, Paolo Genovese ha chiesto di incontrare la famiglia.

L’indiscrezione sul gioco del semaforo rosso

La tragedia delle 2 ragazze morte investite si arricchisce di ora in ora con nuovi elementi, tutti da verificare e al vaglio degli inquirenti. Da un lato, infatti, c’è la questione del giovane Pietro Genovese, al volante dell’auto che ha investito le 16enni.

Dall’altro, si cerca di verificare se nell’incidente possono aver avuto qualche responsabilità anche Gaia e Camilla. Le 2 giovani infatti avrebbero attraversato col rosso, ma dietro a questo gesto ci sarebbe stato dell’altro.
Nelle scorse ore era filtrata l’indiscrezione di un possibile “gioco del semaforo rosso”. A raccontarlo, il padre di una giovane a Il Messaggero, che avrebbe descritto la corsa in strada col semaforo rosso come una pratica giocosa tra i giovani. A tal proposito, è intervenuto l’avvocato della famiglia Romagnoli.

La smentita della famiglia di Camilla

A riportare la nota è l’Adnkronos, a scriverla l’avvocato Cesare Piraino, legale della famiglia di una delle vittime, Camilla Romagnoli.

In questa, si esprime fiducia per le indagini e l’ingaggio diuno dei periti italiani più prestigiosi nella ricostruzione scientifica degli eventi complessi e drammatici“. L’obiettivo è ovviamente ricostruire accuratamente quanto accaduto in quella tragica notte del 22 dicembre.
Su un punto però il legale si esprime con certezza: “Teniamo a dire che è falso che il gruppo degli amici di Camilla avesse l’abitudine di svolgere quel fantomatico gioco del semaforo rosso di cui qualcuno ha parlato“.

Paolo Genovese ha chiesto di incontrare le famiglie

Oltre la ricostruzione della tragedia, c’è il dolore delle famiglie, espresso anche durante il funerale di Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann. Oltre a quello dei familiari, c’è anche il cordoglio del regista Paolo Genovese, padre del giovane Pietro. Il ragazzo è risultato avere un tasso alcolemico molto elevato ed è ai domiciliari, ma è stato rivelato che il padre ha chiesto di poter incontrare le famiglie delle 2 giovani vittime, subito dopo l’incidente.
È sempre l’avvocato Piraino a rivelare la notizia, specificando però che quell’ipotesi era stata esclusa.

Il regista avrebbe voluto un incontro ma emotivamente non era il momento adatto“, queste le parole dell’avvocato, riportate da numerose fonti.