militari italiani

Si attendeva la rappresaglia dell’Iran dopo la morte del generale Soleimani ucciso in un raid deciso dal presidente Trump. L’attacco è avvenuto nello stesso orario della morte di Soleimani: una serie di missili sono stati lanciati contro due basi americane.

Le parole del Pentagono

Il Pentagono ha diramato un comunicato: “L’Iran ha lanciato più di una dozzina di missili balistici contro le forze militari statunitensi e di coalizione in Iraq“. I missili “hanno preso di mira almeno due basi militari irachene che ospitano il personale militare degli Stati Uniti e della coalizione ad Al-Assad e Irbil“.

La guida suprema iraniana l’Ayatollah Ali Khamenei ha fatto un discorso in tv dopo l’attacco: “La scorsa notte abbiamo dato uno schiaffo in faccia agli Stati Uniti, ma l’azione militare non è abbastanza“. “Poiché sedersi ai tavoli delle trattative e tenere discorsi apre solo la strada all’interferenza e alla presenza dei nemici, i colloqui dovrebbero fermarsi“, ha sottolineato.

I militari italiani in un bunker

Uno dei missili sarebbe caduto a 30 chilometri a nord di Erbil, dove si trova un contingente militare italiano. Il personale, dopo l’attacco, si è rifugiato in un’area di sicurezza, in appositi bunker, e risultano tutti illesi.

Adnkronos riporta fonti nella capitale irachena che rivelano che i militari italiani “sono tutti al sicuro. Nella giornata di ieri era avvenuta una parziale ridislocazione dei militari italiani al di fuori di Baghdad, proprio perché ci si aspettava una rappresaglia da parte dell’Iran dopo la morte di Soleimani.