sinti incinta

Potrebbe finire nei guai l’uomo di 32 anni, di origine siiti, che ha messo incinta la ragazzina di 13 anni che lo scorso novembre ha dato alla luce un figlio. I due vivono nomadicamente nella zona di Cittadella (in provincia di Padova) e la gravidanza della minorenne era venuta alla luce dopo che la stessa era stata accompagnata dalla sua famiglia all’ospedale della città per dei controlli, a settembre ed ottobre scorso. 

La 13enne portata in una struttura protetta

Quando era emerso che una ragazzina di 13 anni era incinta di 8 mesi, lo scorso ottobre, la struttura ospedaliera si era trovata costretta ad intervenire.

La piccola era già stata portata in ospedale a settembre per dei controlli e quando, un mese dopo, i suoi genitori erano andati a riprenderla per portarla a casa dopo il ricovero, non l’avevano più trovata.

All’ospedale gli avevano spiegato che la piccola era stata portata in una struttura protetta, e a quel punto i suoi genitori ed il 32enne avevano chiesto aiuto, affidandosi anche ad un legale. Il Messaggero al tempo aveva riportato le parole del fidanzato della piccola, di 32 anni: “So che può sembrare una cosa strana ma noi siamo Sinti ed abbiamo delle regole differenti.

Io e lei ci vogliamo bene, non c’è stata nessuna costrizione, nessuna violenza. Alla mia fidanzata non manca nulla”.

Al di là delle strutture culturali, secondo il giovane si trattava di una violazione legale: Per noi è un sequestro di persona. Nessuno di noi sa nulla.  Non sappiamo i motivi, perché hanno fatto questo e comunque dovevano avvisare almeno i genitori che avrebbero portato via la loro figlia”.

Poi, aveva continuato: Questo bambino lo abbiamo voluto, non c’è stata assolutamente nessuna costrizione. Lei non è abituata a stare chiusa dentro una stanza. Noi viviamo spostandoci, chissà cosa le staranno dicendo di noi”.

La richiesta del Pm

Oggi, arriva la notizia dell’accusa: il pm di Padova Marco Brusegan ha chiesto che il 32enne venga condannato a 4 anni di carcere per atti sessuali con minore. Il 32enne ha continuato a lottare per “riavere” la fidanzata, come ha ribadito lui stesso a Il Gazzettino: “Noi siamo brave persone e io nutro un forte sentimento e grande rispetto per lei.

Siamo nati in Italia, i miei genitori e i miei nonni sono italiani. Ho sempre vissuto qui, tra Cittadella e Fontaniva. Per mantenermi vado a raccogliere ferro vecchio e a fare le pulizie in casa. Io e lei stiamo assieme da un anno e mezzo e questo figlio per noi è solo un grande regalo di Dio”.