haftar conte

Il generale Khalifa Haftar ha dichiarato il cessate il fuoco, scattato a mezzanotte di sabato, nella Libia occidentale. I numerosi sforzi compiuti dalla comunità internazionale per evitare un’escalation in Libia, dove è sempre più esteso il coinvolgimento di forze straniere, ha dato vita a un’importante seppur fragile tregua. Il Consiglio Presidenziale del Governo di Accordo Nazionale, secondo The Libya Observer, riporta infatti di attacchi in alcune zone intorno a Tripoli.

Libia: Haftar dichiara il cessate il fuoco. Soddisfazione di Conte

Il generale Haftar ha raccolto le richieste di Turchia e Russia, respinte fino a giovedì scorso, di un cessate il fuoco per disinnescare un conflitto sempre più preoccupante.

La tregua è necessaria alla preparazione della Conferenza di Berlino, concordata dopo molte posticipazioni da Vladimir Putin e Angela Merkel, per la costruzione di un dialogo tra le parti coinvolte in Libia. Il presidente Fayez al-Serraj ha chiesto che Haftar ritiri le truppe intorno a Tripoli, che per il momento restano schierate. Esprime soddisfazione il presidente Giuseppe Conte, che ieri ha incontrato al-Serraj a Roma, dopo lo scivolone diplomatico di pochi giorni fa.

Truppe fedeli a Haftar avrebbero rotto la tregua

Nonostante gli avvertimenti di Haftar sul fatto che “ogni violazione della tregua incontrerà una dura risposta“, alcune truppe avrebbero ripreso gli attacchi. A riportarlo è The Libya Observer, che parla di aggressioni armate sulla linea del fronte di Tripoli a Wadi Rabea e Salah Eddine. Il GAN avrebbe reiterato con un comunicato la richiesta di ritiro delle truppe dell’Esercito nazionale libico intorno alla capitale della Tripolitania affinché ci siano le condizioni necessarie per il mantenimento del cessate il fuoco.

Russia, Turchia e Ue verso la Conferenza di Berlino

La Conferenza di Berlino arriva come passo cruciale della costruzione del processo di pace in Libia, in guerra dal 2011.

Russia e Turchia sono gli ospiti d’onore, avendo un ruolo di primo piano nel rifornimento di armi e milizie tra i due contendenti. Il presidente Putin durante l’incontro con Angela Merkel, ha negato che cittadini russi siano nel Paese mediorientale per supportare Haftar, e se ci fossero “non rappresentato gli interessi dello Stato russo e non stanno ricevendo soldi dalla Russia“.

Nonostante il terreno a dir poco accidentato, l’arrivo, dopo molte speranze disattese, di un’impalcatura per sostenere la risoluzione politica del conflitto è stato frutto di sforzi internazionali congiunti.

Soprattutto a livello europeo, dove i contatti costanti tra Francia, Italia e Germania in primis hanno quantomeno evitato che gli Stati europei si mettessero i bastoni tra le ruote a vicenda, come spesso succede. Domani il premier Conte volerà in Turchia e in Egitto, in preparazione della Conferenza.