Lucia Azzolina

Lucia Azzolina, neo-ministra dell’istruzione insieme al collega Gaetano Manfredi (ministro dell’università) al posto di Fioramonti, dimessosi lo scorso dicembre, è al centro della polemica da diverse ore. Il motivo? L’accusa, mossa dal critico letterario Massimo Arcangeli, di aver copiato la tesi.

Azzolina però nega i fatti che, per lei, non sussisterebbero. L’elaborato finito al banco degli imputati mediatico, non è infatti una tesi di laurea ma una tesina di tirocinio e, sempre secondo la ministra, non esiste il plagio.

Lucia Azzolina accusata di plagio

Come nel telefono senza fili, il passaparola si è susseguito tra gli scranni del Parlamento e sui social.

Tuona Matteo Salvini, che chiede le dimissioni del ministro, mentre Giorgia Latini chiede che la ministra vada immediatamente a riferire in aula. Come spesso succede con il telefono senza fili però le parole sembrano essersi confuse tra loro, poiché è stata proprio Lucia Azzolina a ribattere alle polemiche, sminuendole nella forma. Come? Semplicemente affermando che non ci sarebbe plagio e che non si tratterebbe di una tesi di laurea bensì di una tesina di fine tirocinio.

Una grossa differenza rispetto all’accusa iniziale.

Infatti ad essere imputata è la tesina per il conseguimento del Ssis-Scuola di Specializzazione all’insegnamento secondario.

La risposta di Lucia Azzolina

Immediati i commenti, soprattutto dell’opposizione, in merito alla vicenda, ai quali Lucia Azzolina ha risposto. Il confronto più duro è stato con Matteo Salvini; il leader della Lega ha tuonato: “Fare peggio del ministro Fioramonti sembrava impossibile. E invece Azzolina ci stupisce: non solo si schiera contro i precari, ma ora scopriamo che copia pure le tesi di laurea. Un ministro così non ha diritto di dare (e fare) lezioni.

Roba da matti. Si vergogni e vada a casa”.

La ministra, che al momento si trova ad Auschwitz, non ha esitato a rispondergli: “Salvini non ha mai studiato in vita sua, non distingue una tesi di laurea da un tirocinio. Non fatevi prendere in giro, non è né una tesi di laurea, né un plagio. È una relazione di fine tirocinio Ssis. Ho sentito tantissime sciocchezze in queste ore”. Azzolina si è detta dispiaciuta del fatto che tale polemica sia emersa proprio oggi mentre lei si trova a partecipare ad un viaggio così importante, rimarcando come: “L’anno scorso il ministro leghista Bussetti non si è presentato.

E a maggior ragione era importante che io ci fossi oggi”.

Lo scandalo della tesi copiata

Tutto è partito da un articolo di Repubblica nel quale è stato riportato quanto riferito dal linguista e critico letterario Massimiliano Arcangeli. Ovvero che, grazie ad una semplice ricerca su Google, è possibile confrontare il testo, risalente al 2009, con testi pubblicati in precedenza che, a detta di Arcangeli, non compaiono neanche in bibliografia.

L’accusa del critico è presto spiegata: l’elaborato scritto dalla ministra per l’Università di Pisa, intitolato Un caso di ritardo mentale lieve associato a disturbi depressivi, di 41 pagine, pare riprendere diversi testi, come ad esempio il Dizionario di Psicologia di Galimberti, senza citarne adeguatamente la fonte.