Giovanni Custodero e Luana Amati

Non accenna a placarsi il dolore per la scomparsa di Giovanni Custodero. Malato di sarcoma osseo all’ultimo stadio, ha scelto di farsi sedare per non soffrire, per poi spirare. In un’intervista, la fidanzata Luana ha raccontato chi era il Guerriero Giovanni.

Luana, al fianco di Giovanni fino all’ultimo

Già nei giorni scorsi Luana Amati aveva fatto capire il suo amore per Giovanni Custodero. Con un post, di poche ma sincere parole. Oggi La Repubblica ha pubblicato un’intervista fatta alla 22enne di Fasano, in cui ripercorre la storia con Giovanni, fino agli ultimi istanti e anche oltre.


Lo fa a partire dagli ultimi giorni di vita di Custodero: “I più belli e i più tristi della nostra vita. All’inizio di dicembre Giovanni ha saputo dai medici che davvero non c’era più nulla da fare, la malattia era all’ultimo stadio. Così ha scelto come vivere i suoi ultimi giorni“.

Il Guerriero che sorrideva a tutti

Dalle parole di Luana, emerge la forza e la solarità di Giovanni Custodero, fino all’ultimo momento. Poco prima della sedazione, infatti, “Giovanni ha voluto accanto a sé gli amici più cari, per ognuno una battuta, un ricordo, un abbraccio“.

È stato così anche a Capodanno: “Abbiamo cenato e brindato nella sua stanza. E lui a incitarci di non avere paura.
Non è stato facile per lei vivere tutto questo: “Dopo il primo ricovero Giovanni me lo chiese: ho il tumore, sei sicura di voler restare con me? Domanda assurda, lui era il mio amore“. E proprio il suo amore, dopo aver saputo che non c’era più nulla a fare, le ha detto: “Luana, vai e spacca tutto, realizzati, vivi“.

Il “ricordo più pazzo” di Giovanni

Luana si è appena specializzata da estetista, ma ha dichiarato che vorrà dedicarsi all’estetica per le donne in chemioterapia.

Un interesse nato proprio vivendo gli ospedali assieme a Giovanni. Di lui, ha anche raccontato il “ricordo più pazzo“: “Giovanni e io lanciati con una carrucola tra due montagne, in Basilicata, per fare il “volo dell’angelo”. Era il 2017, a Giovanni avevano già amputato la gamba, ma era ancora forte e bellissimo. Volavamo felici, mano nella mano, sicuri di aver sconfitto la malattia“.
Non ce l’ha fatta a sconfiggerla, ma accanto a lui c’era Luana: “Il giorno in cui è morto, nel dormiveglia, mi ha abbracciato con una forza pazzesca, pensavo che i miei capelli lo soffocassero.

Poi piano piano mi ha lasciato e ho capito che non c’era più“.

Un ricordo toccante, che ci aiuta ancor di più a conoscere Giovanni Custodero, il Guerriero che ci sta facendo vedere cosa voglia dire la dignità della vita e quella della morte. Che ha scelto di andarsene in pace, regalando fino all’ultimo un sorriso alle persone che gli erano vicine.