Rosario e Salvatore Manfreda

Mancava solo la conferma ufficiale ed è arrivata. I resti ritrovati in un burrone sono di Rosario e Salvatore Manfreda, padre e figlio scomparsi dalla mattina di Pasqua da Petilia Policastro, provincia di Crotone.

Si erano allontanati da casa a bordo del fuoristrada Ford Maverick nero, per andare a controllare gli allevamenti. Da allora non sono più tornati a casa. L’auto è stata ritrovata a fine aprile.

Identificati i corpi trovati nel burrone

Rosario e Salvatore Manfreda sono morti, ora non ci sono più dubbi. Padre e figlio, rispettivamente di 68 e 35 anni sono stati uccisi.

I corpi erano stati rinvenuti lo scorso settembre, in avanzato stato di decomposizione, nei pressi di un burrone. I test del DNA e le analisi sui resti, eseguiti dai carabinieri del Ris di Messina, hanno dato la conferma ufficiale sull’identità.

Il ritrovamento, seguito dai primi arresti, aveva totalmente escluso la prima pista seguita dagli inquirenti, quella della lupara bianca. L’idea era stata presa in considerazione a seguito del ritrovamento dell’auto con la quale i due si erano allontanati da casa. Rosario e Salvatore Manfreda sono stati uccisi, con molta probabilità, il giorno in cui sono scomparsi e i loro corpi sono stati fatti sparire.

Il movente che ha portato alla loro tragica morte, sarebbero problemi di vicinato.

Tre persone arrestate

Ad essere accusati di duplice omicidio ci sono tre persone, si tratta di alcuni vicini di terreno; Pasquale e Salvatore Emanuel Buonvicino, padre e figlio di 53 e 21 anni e Pietro Lavigna, identificato come l’uomo che si è occupato dei resti dei Manfreda. L’omicidio avrebbe come movente continui contrasti legati ai confini dei rispettivi terreni.

Ora che l’identità dei resti è stata confermata, non resta che attendere l’esito del processo che metterà il punto fine a questa drammatica vicenda.