matteo salvini in primo piano

Di questa mattina le parole di Matteo Salvini che aveva annunciato di voler chiedere ai senatori della Lega di esprimersi in maniera favorevole al processo sul caso Gregoretti, la nave militare italiana con 131 migranti a bordo a cui venne negato lo sbarco. Di questi momenti il via libera della Giunta delle immunità del Senato al processo all’ex ministro dell’Interno Salvini.

Gregoretti, la maggioranza diserta

Via libera al processo da parte della Giunta delle immunità del Senato al processo a carico di Matteo Salvini sull’ipotesi di sequestro di persona per il caso Gregoretti.

Respinta dunque la proposta avanzata da Gasparri che aveva chiesto di negare la richiesta di autorizzazione a procedere. Si rimane dunque in attesa – probabilmente sino a febbraio – del voto definitivo che esprimerà l’Aula. In aula erano presenti, alla luce di una maggioranza che ha disertato il voto, solamente i rappresentati della Lega, di Forza Italia e di Fratelli d’Italia.

Contro la proposta di Gasparri hanno votato i 5 senatori della Lega, favorevoli a negare l’autorizzazione i 4 senatori di Forza Italia e Alberto Balboni, di Fratelli d’Italia.

In caso di pareggio, come accaduto, il regolamento del Senato prevede che prevalga il “no”.

La parola passa all’Aula

Il voto definitivo spetta all’Aula, e la decisione dovrebbe arrivare verso metà febbraio (con data stabilita dalla conferenza dei capigruppo a Palazzo Madama).

Salvini, che ha appreso l’esito del voto della Giunta durante un comizio, ha dichiarato di essere pronto “alla prigione. Per la Lega, come rappresentato dalle dichiarazioni di Erika Stefani, “la maggioranza non solo vuole processare Salvini, ma pretende anche di decidere come e quando“.

Dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, come riportato dall’Ansa, un commento sulla posizione dell’ex ministro dell’Interno, ora pronto ad andare a giudizio dopo mesi di bagarre politica e mediatica: “Salvini è passato dal sovranismo al vittimismo, ma è solo tattica“.

Si chiude così il primo tempo, in attesa del parere dell’Aula del Senato.