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Chi è Rula Jebreal, l’ospite del Festival che ha infiammato l’opinione pubblica

Una biografia di Rula Jebreal, giornalista e conduttrice al centro di molte polemiche per la sua partecipazione a Sanremo 2020
rula jebreal

Come ogni anno il periodo che precede l’inizio del Festival di Sanremo è denso di polemiche. Quella che ha più interessato l’opinione pubblica quest’anno ha riguardato la partecipazione alla kermesse di Rula Jebreal, un nome che a molti non ha detto nulla. Cerchiamo quindi di capire chi è questa donna e perché la sua (eventuale) partecipazione ha suscitato tante polemiche.

Rula Jebreal: un’infanzia difficile, l’Italia e il giornalismo

Rula Jebreal è nata ad Haifa, in Israele, nel 1973 (possiede anche i passaporti palestinese e italiano).

Il padre, imam a Gerusalemme, decise di portare la piccola Rula e sua sorella Rania in un collegio/orfanotrofio, in seguito al suicidio della madre. Rula resta nel collegio di Dar-El Tifel dal 1978 al 1991, trovando nella fondatrice, Hind Husseini, una seconda madre e un mentore. Nel 1993 riceve una borsa di studio dal governo italiano e si trasferisce a Bologna per studiare fisioterapia.

Proprio dalla città emiliana, nel 1997, Rula inizia il suo percorso giornalistico collaborando con Il Resto del Carlino, Il Giorno e La Nazione, trattando principalmente cronaca cittadina e temi sociali per poi passare, nel 1999, alla politica estera.

A distanza di pochi anni, nel 2002, in qualità di militante del Movimento palestinese per la democrazia e la cultura, inizia la sua collaborazione televisiva su LA7 partecipando al programma Diario di guerra.

La televisione e il primo romanzo

L’anno successivo, sempre su LA7, inizia a occuparsi della rassegna stampa dei quotidiani in lingua araba, continuando nel frattempo le collaborazioni giornalistiche. Avvia l’esperienza da conduttrice con l’edizione notturna del Tg7, per poi passare a Pianeta 7 e Omnibus.

Risale a questo periodo la vittoria del Premio Ischia internazionale di giornalismo.

Nel 2004 ha pubblicato il suo primo romanzo, La strada dei fiori di Miral. Come raccontato in un’intervista a Repubblica, il libro è stato scritto nel 2003 “soprattutto come omaggio al mio mentore, Hind Husseini, che mi ha insegnato il valore della cultura e dell’educazione per arrivare alla pace”. Il libro è poi arrivato al cinema grazie al film Miral, diretto da Julian Schnabel e sceneggiato dalla stessa Rula, presentato al Festival di Venezia nel 2010.

L’impegno sociale e politico della Jebreal

Rula ha portato avanti la carriera televisiva italiana prima con Annozero, al fianco di Michele Santoro, e poi con Onda Anomala, programma settimanale di RaiNews24 del quale è lei stessa autrice.

Nel 2009 produce e conduce un programma di interviste in Egitto, che diverrà una delle trasmissioni più indipendente nella storia della televisione egiziana.

Nel 2013, realizzandolo in collaborazione con l’UNHCR e INTERSOS, ha condotto insieme a Michele Cucuzza il programma televisivo Mission – Il mondo che il mondo non vuole vedere. Sempre attiva politicamente, Rula ha speso molte delle sue energie professionali per trattare temi sociali e di genere, restando spesso dalla parte dei più deboli.

Stati Uniti e Israele sono stati non di rado al centro delle sue polemiche. Non a caso numerose organizzazioni israeliane hanno contestato con forza il film tratto dal suo primo libro, tentando anche di impedirne la première statunitense (organizzata tra l’altro nella sala dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con presenze illustri quali Robert De Niro, Steve Buscemi, Josh Brolin e Sean Penn). Rula ha pubblicato altri due libri, La sposa di Assuan e Divieto di soggiorno, e nel 2017 è stata inserita, in qualità di donna di successo, nel documentario di Yvonne Sciò Seven Women.

La vita privata di Rula

Rula Jebreal parla fluentemente arabo, ebraico, inglese e italiano. Si è sposata nel 2013 con il banchiere americano Arthur Altschul Jr., figlio di un partner di Goldman Sachs, divorziando 3 anni dopo. Da una precedente relazione con Davide Rivalta ha avuto una figlia, Miral. È anche stata la compagna di Julian Schnabel, regista del film tratto dal suo libro, con il quale ha per un periodo convissuto a New York.

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