matteo salvini in primo piano

Continua la polemica circa il gesto di Matteo Salvini, che ieri sera ha citofonato a casa di un cittadino tunisino per chiedere se spacciava droga. Ai microfoni di Fanpage è arrivata la risposta del ragazzo, cittadino minorenne, che promette denunce.

L’accusa lanciata da una vicina

Il video in diretta Facebook ha generato un enorme protesta. Matteo Salvini, in visita al quartiere Pilastro di Bologna, viene a sapere da alcuni residenti che alcuni cittadini tunisini della zona spaccerebbero droga. Accompagnato da Polizia e Carabinieri, Salvini citofona alla famiglia e chiede direttamente se corrisponde al vero.


Un’accusa che Salvini ha rilanciato nelle ultime ore a Mattino Cinque: “Babbo e figlio spacciano droga. Ecco perché ho citofonato a quella casa“, dice. Senza indagini, senza denuncia, senza autorità giudiziaria. Normale che in rete stia montando un’enorme dissenso. Fanpage ha raggiunto la famiglia tunisina vittima di questa gogna mediatica.

Intervistato il figlio minorenne

Ai microfoni di Fanpage, è stato intervistato il figlio dell’uomo cui Salvini ha citofonato la sera prima, in uno degli ultimi appuntamenti per la campagna elettorale in Emilia-Romagna. Non era in casa, ma si sente comunque oltraggiato dalla vicenda: “Io non faccio certe cose, mio padre lavora, non mi manca niente“.

Il suo volto non è ripreso, ma purtroppo non ce n’è bisogno: nel video Matteo Salvini fa il nome della famiglia, aumentando la loro esposizione. “Sono minorenne – dice il ragazzo – vado a scuola, faccio la vita di tutti gli studenti“. Sembra essere conscio di chi ha riferito a Salvini quell’accusa: una signora con cui si incrocia mentre passeggia il cane.

Il fratello ha precedenti penali

Man mano, durante l’intervista, si percepisce che sale il livello di nervosismo e di indignazione per la vicenda.

Come può venire sotto casa mia a dirmi che spaccio?“. Annuncia quindi conseguenze: “Domattina andrò a denunciare la signora” per diffamazione. Sulla stessa onda anche il fratello del giovane, che ha numerosi precedenti penali ma “adesso sto facendo il bravo“. Lo stesso, inoltre, non abiterebbe neanche più nel quartiere Pilastro.

Contro Salvini anche il sindaco di Bologna

Precedenti o meno, molti fanno notare che in uno stato di diritto un privato cittadino non può rivolgere accuse in questo modo, senza alcun evidenza, imbeccato solo dalle parole dei vicini.

Un aspetto della vicenda che viene sollevato da più parti. Tra i più critici anche Fabio Volo, che a Radio Deejay ha attaccato l’ex ministro dell’interno: “Vai a suonare ai camorristi se hai le palle str***o, non da un povero tunisino che lo metti in difficoltà str***o, sei solo uno str***o senza palle. Fallo con i forti lo splendido, non con i deboli“.

Sulla stessa linea, ma più moderato, il sindaco di Bologna Virginio Merola:  “Bologna non merita che uno che ha chiesto i pieni poteri si faccia passare come un cittadino“. E ancora: “Io credo che si debba vergognare, caro Salvini.

Lei non è un cittadino qualunque. Ha fatto il ministro dell’Interno, come mai in quel caso non ha avuto lo stesso interesse?“.

I cittadini del Pilastro non meritano di essere additati come persone che vivono in un luogo di spaccio e di degrado. E…

Gepostet von Virginio Merola am Dienstag, 21. Januar 2020

Linus bacchetta Fabio Volo per le frasi su Salvini

A seguito delle parole di Fabio Volo sulla vicenda, il conduttore di Radio Deejay Linus si è sentito in obbligo di intervenire, con un post su Instagram. Qui, bacchetta decisamente lo scrittore, reo di aver espresso un concetto “sacrosanto e condivisibile da qualunque persona perbene” ma in maniera sbagliata. Lo stesso ha infatti specificato che “si passa dalla parte del torto nel momento in cui lo si fa usando il linguaggio che ha usato Fabio“.

Quindi, ha chiesto scusa a nome della radio.

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Due parole sulla vicenda Volo / Salvini. Viviamo in un’epoca in cui si pensa che si possano affrontare temi delicati come la politica sulle pagine di un social network. Non si può. Non c’è lo spazio, non c’è il tempo. Quindi non si fa. O si fa solo se si è in malafede. Di politica, cioè di vita, si dovrebbe parlare guardandosi negli occhi, altrimenti si riduce tutto al solito triste tifo da stadio. Oppure a un comizio. Come ha fatto Fabio, in maniera scomposta e senza la mia autorizzazione, questa mattina. È un comizio quando una persona esprime dei concetti e chi hai di fronte sai già che non avrà modo di ribattere. Per questo non si fa. Quello che ha detto Fabio, cioè che Salvini a Bologna si è comportato da bullo arrogante, è sacrosanto e condivisibile da qualunque persona perbene. Ma si passa dalla parte del torto nel momento in cui lo si fa usando il linguaggio che ha usato Fabio (di cui mi scuso a nome della radio che dirigo) e quando soprattutto sai già che non ci sarà modo di avere un confronto. Perché purtroppo la gente non è disponibile nè a parlare nè ad ascoltare, ma vuole soltanto vedere confermate le proprie posizioni. È sbagliato ma è così, e siccome noi che andiamo in onda su una radio come la nostra lo sappiamo, sappiamo anche che non ce lo possiamo permettere. Una piccola cosa però ci tengo a precisare, che dà l’idea della superficialità di molti che mi hanno scritto: il mio “padrone” da qualche mese a questa parte si chiama John Elkann, gruppo Exxor, o FCA se preferite. Non mi risulta siano di sinistra. Leggete, informatevi, ragionate con la vostra testa. E poi sì, votate per chi cazzo volete. Grazie L

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