Matteo Salvini e Cathy La Torre

Non si placano le proteste per l’ultimo gesto eclatante di Matteo Salvini: citofonare a casa di un famiglia per domandare se siano spacciatori. Dopo l’intervista a Fanpage al giovane minorenne accusato, lo stesso è stato intervistato dall’avvocatessa e attivista Cathy La Torre. Nel video su Facebook, lancia un appello: “Salvini, togli quel video“.

Chi è il ragazzo messo alla gogna da Salvini

Ha la cadenza un po’ impacciata, quei vari “cioè” tipici di un’età in cui parlare con gli adulti non mette ancora a proprio completo agio. Ha anche un forte accento bolognese, perché lo è di nascita: non tunisino, come indicato da Salvini e rilanciato nelle prime notizie, ma italiano. Eppure ora tutta Italia lo conosce come Iaia, il tunisino spacciatore.
Da quando Matteo Salvini ha citofonato a casa sua per domandare al padre se lui e il figlio fossero uno spacciatore, le cose sono cambiate: la famiglia di Iaia (il nome lo fa Salvini stesso) è additata. Ma lui, lo ribadisce più volte, ha 17 anni, gioca a calcio e non ha mai spacciato. Lo ha ribadito anche in una video intervista con Cathy La Torre, avvocatessa e attivista LGBT che ha tenuto a sottolineare ancora una volta la gravità delle accuse di Salvini.

La video intervista al ragazzo accusato

Sul suo profilo Facebook, Iaia parla di spalle per proteggere quel poco di privacy che gli è restata. Salvini lo ha accusato basandosi sulle parole di una vicina e, senza alcuna autorità giudiziaria, ha affrontato la famiglia. “Mi viene da pensare: adesso la gente come mi guarda?” dice il giovane. Che poi ribadisce ancora la sua verità: padre lavoratore, lui giocatore di calcio con buone speranze, diventerà padre lui stesso tra pochi mesi e non ha precedenti (al contrario del fratello, che però non vive più lì). Quindi l’appello: “Salvini, togli quel video. Voglio continuare la mia vita di prima“.

Il video è accompagnato dalle parole di Cathy La Torre, che cerca di inquadrare il gesto di Salvini: “Serviva dare in pasto ai suoi fan l’immigrato delinquente. Ma ancora una volta, al Capitano, ha detto male. Si è scusato per il video in cui ha preso in giro un ragazzo dislessico. Questa volta le scuse non credo basteranno“.

"Lei spaccia?"Il ragazzo di spalle è Yassin. Nascondo il suo volto perché è un minorenne, ha solo 17 anni. Posso dire il suo nome perché qualcun altro, ieri sera, in diretta sulla sua pagina, seguita da milioni di persone e ripreso da tutti gli organi di informazione, lo ha detto a microfoni unificati.Nome, Cognome, persino il Cognome della madre e il piano dove vive.Lo ha detto citofonando a casa sua e chiedendo “Lei è uno spacciatore?”. Così. Perché una signora glielo ha detto. E lui, a favor di telecamera, non ha perso l’occasione per gettare un altro po’ di odio contro gli stranieri. Perché questo è il punto: far passare lo straniero, in questo caso un “tunisino”, per uno spacciatore.Già. Ma Yassin, che tutti chiamano Iaia, non è un tunisino. E’ italiano, figlio di un matrimonio misto, che mi vergogno pure a doverlo dire che si, si è pure figli di matrimoni misti!Iaia nella vita gioca a calcio e lo fa pure discretamente bene tanto da essere stato convocato 3 volte dalla nazionale giovanile a Coverciano, e aver giocato nel Sassuolo, nel Modena e no: non spaccia.Non ha precedenti penali, di nessun tipo. Zero. Nada. Niente. Vuole solo vivere la sua vita, giocare a calcio, studiare per ottenere la stessa patente del padre (che è un autista della Bartolini) e fare lo stesso lavoro. Perché tra 5 mesi diventa papà anche lui.Ma da ieri, per tanti, è solo “Yassin lo spacciatore”. Perché un ex Ministro dell’Interno ha citofonato a casa sua chiedendogli “lei è uno spacciatore”. Perché serviva dare in pasto ai suoi fan l’immigrato delinquente.Ma ancora una volta, al Capitano, ha detto male. Si è scusato per il video in cui ha preso in giro un ragazzo dislessico. Questa volta le scuse non credo basteranno.

Gepostet von Cathy La Torre am Mittwoch, 22. Januar 2020