Matteo Salvini

Dopo il sisma mediatico scatenato dall’episodio del ‘citofono’ a Bologna, la condotta di Matteo Salvini torna ad essere epicentro di forti polemiche. I fatti in questione riguardano il ‘blitz’ del leader della Lega in un negozio di Modena indicatogli da alcuni residenti come centro nevralgico di spaccio. Durante il percorso verso l’esercizio commerciale, l’ex vicepremier ha chiesto informazioni sulla nazionalità dei presunti spacciatori, ottenendo come risposta un immediato “nigeriani“. Ma, secondo quanto pubblicato da Giornalettismo, i titolari sarebbero italiani, e anche piuttosto arrabbiati dopo l’accaduto perché quanto rappresentato nel filmato non sarebbe corretto.

Il negozio di Modena “gestito da italiani”

Salvini nuovamente nella bufera per la denuncia pubblica contro un negozio di Modena indicato come luogo di “spacciatori nigeriani. L’informazione fornitagli da alcuni residenti, durante una diretta Facebook che ha documentato l’arrivo del leader della Lega davanti all’esercizio in questione, secondo quanto riporta Giornalettismo non sarebbe proprio a fuoco.

Stando a quanto si legge, “i proprietari delle mura e dell’attività sono italiani e non nigeriani, come potrebbe sembrare dal video in diretta pubblicato sui social dell’ex ministro“.

Ancora Giornalettismo riporta la notizia che si tratterebbe di un negozio con formula shop h24, quindi aperto al pubblico con distributori automatici senza interruzioni e senza una “vigilanza ad hoc“.

Ci sarebbe quindi una netta differenza, stando a questa versione, tra la figura dei titolari (che quindi non sarebbero solitamente presenti) e quella di eventuali clienti.

E non sarebbe il solo dato a creare criticità nel racconto della storia. La testata aggiunge che quanto diffuso sui social da Salvini potrebbe mettere a rischio la “fase di compravendita” di cui l’attività commerciale sarebbe oggetto.

Le parole di Salvini

Lo usano come deposito per la droga?

Loro stanno lì dentro?” sono alcune delle domande fatte ai residenti di Modena sui presunti ‘spacciatori’ che, stando a quanto dichiarato nella diretta Facebook pubblicata dall’ex ministro, opererebbero all’interno di un negozio usandolo come centro di gravità per attività legate al giro di stupefacenti.

Domande a cui alcuni cittadini, lungo il tragitto verso l’esercizio commerciale, hanno risposto sostenendo la presenza di ‘nigeriani’ e ‘marocchini’. Nigeriani, allora, non voglio litigare con il governo nigeriano, è pieno di nigeriani perbene, però…“.

Queste le parole di Salvini davanti alla telecamera, dopo aver raccolto la segnalazione e poco prima dell’invito rivolto alle autorità: “Chiediamo cortesemente a chi di dovere, quindi alla Procura, di venire a fare un bel controllo in questo negozio perché, stando a residenti, qua dentro si spaccia droga“.

Intervistato da Paolo Del Debbio sulla bufera esplosa intorno agli episodi di Bologna e Modena – citofono prima e negozio poi -, il leader leghista ha ribadito il suo punto di vista:La lotta alla droga si combatte, rispettosamente, strada per strada, negozio per negozio. Lì è andato anche Brumotti, quel negozio lì, segnalato da cittadini e forze dell’ordine, è stato chiuso 2 volte per spaccio però poi è stato riaperto. Uno spacciatore lo combatto come spacciatore, non come tunisino o italiano. (…) Se sbaglio se la prenderanno con me. Voglio uomini donne immigrati perbene, ricchezza per il nostro Paese“.