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La prossima tappa dopo la chiusura delle indagini della Procura per l’omicidio di Luca Sacchi sarà il 31 marzo, quando si terrà la prima udienza della Corte d’Assise. Sono 6 le persone rinviate a giudizio immediato per la morte del personal trainer 24enne, tra cui anche la fidanzata Anastasiya Kylemnyk, accusata di essere coinvolta nel giro di droga. A commentare il coinvolgimento della ragazza con Il Messaggero è il padre di Luca, Alfonso Sacchi.

Omicidio Luca Sacchi: le responsabilità di Anastasiya

La 25enne, insieme all’amico del personal trainer Giovanni Princi, è accusata di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio.

La fidanzata di Luca Sacchi, ucciso lo scorso ottobre nei pressi del pub John Cabot, zona Caffarella, andrà a giudizio immediato con le altre 5 persone coinvolte. Il padre di Luca ha commentato quanto emerso dalle indagini, dichiarando di ritenere Kylemnyk responsabile morale per la morte del figlio.

Ci sono dei responsabili materiali che meritano di scontare il massimo della pena e poi c’è chi, per la morte di mio figlio, ha una responsabilità morale. Quella persona è Anastasiya“, dichiara l’uomo, secondo cui proprio le azioni della 25enne avrebbero portato al terribile epilogo.

È stata lei a scavargli la tomba. Se Nastia non si fosse cacciata nei guai che sono poi emersi, quella sera non ci sarebbe mai stata“, conclude l’uomo.

Alfonso Sacchi: “Mi aspetto il massimo della pena”

Il padre del personal trainer ha dichiarato di volere l’ergastolo per Valerio Del Grosso, che ha sparato, e per il complice Paolo Pirino. A processo ci sarà anche Marcello De Propris, che ha procurato l’arma ai due 21enni, e il padre Armando De Propris, nella cui casa sono stati rinvenuti stupefacenti.

È il minimo a cui posso ambire. Mio figlio non me lo ridarà nessuno. Se a loro, invece, danno 10 o 20 anni quando usciranno, avranno ancora il tempo per rifarsi una vita“, commenta Alfonso Sacchi, “Mio figlio invece no. Luca una vita non se la potrà rifare perché non c’è più. Non posso neanche trovare le parole per spiegare quanto sia devastante perdere un figlio“.