luca sacchi

Le intercettazioni disposte per risolvere il caso di omicidio di Luca Sacchi stanno dando i loro frutti. È stata divulgata una telefonata tra Valerio Del Grosso e Marcello De Propris, nella quale parlerebbero della pistola e dei 70mila euro da rubare al gruppo di giovani.

L’intercettazione di Valerio Del Grosso

Ogni nuovo elemento del caso si innesta in un quadro ora decisamente definito. Ci sono ancora misteri attorno alla morte del 24enne romano, ma grazie anche alla testimonianza di Domenico Munoz la verità sta emergendo sempre più.
A dar man forte alle parole dell’amico di Luca Sacchi, che avrebbe parlato temendo un accusa di favoreggiamento, ci sono ora le intercettazioni dei cellulari dei principali sospettati.

Il Giornale Radio Rai ha divulgato in esclusiva una delle numerose telefonate fatte quel giorno da Valerio Del Grosso, in carcere e reo confesso di aver ucciso Luca Sacchi con un colpo di pistola. In questa, parla con Marcello De Propris, anche lui arrestato perché avrebbe fornito la pistola per l’omicidio.

Il contenuto dell’intercettazione

Questo è il contenuto dell’audio diffuso dal Giornale Radio Rai e rimbalzato su numerose agenzie di stampa:
Ascoltami, sto con un amico mio che conosci bello fulminato…ma se invece io vengo a prendermi quella cosa che mi hai detto ieri e glieli levo tutti e settanta?

Poi ti faccio un bel regalo“.
La cosa di cui parlano sarebbe la pistola, di proprietà del padre di Marcello. Armando De Propris era già stato fermato poco dopo l’omicidio e trovato in possesso di un chilo di hashish. Noto alle forze dell’ordine, sarebbe il proprietario illegale della calibro .38 con cui Del Grosso ha sparato a Luca Sacchi e per questo la pm Nadia Plastina ne ha richiesto il fermo.

La posizione degli altri indagati

Questa intercettazione si inserisce nel quadro accusatorio nei confronti delle altre persone coinvolte nella morte di Luca Sacchi. Ci sono Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, i pusher che hanno rubato i 70 mila euro al gruppo di Luca Sacchi. Ci sono Giovanni Princi e Anastasiya Kylemnyk, che con quei soldi dovevano comprare 15 chili di marijuana. Infine ci sono i De Propris, padre e figlio, che avrebbero dato l’arma con cui Del Grosso ha ucciso, dice lui senza volerlo, a Luca Sacchi.

Qualsiasi altra ipotesi al momento per il gip è inverosimile, come dichiarato riguardo la testimonianza di Anastasiya, la quale non avrebbe saputo di avere soldi nello zaino, ma anche secondo cui tutta la trattativa riguardava una moto. Uno scenario che non coinvince gli inquirenti, che difatti procedono su altre strade.