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41 vittime, 1300 casi accertati dalle autorità, 18 città in quarantena, isolate dal resto della Cina: questo il nuovo preoccupante bilancio che arriva da Pechino in merito all’epidemia di coronavirus che sta facendo spaventare anche fuori dal Paese asiatico. Tagliate fuori dal mondo, ad oggi, per motivi sanitari, ci sarebbero addirittura 56 milioni di persone, quasi come l’intera popolazione italiana.

Pechino corre ai ripari: cordone sanitario isola 18 città

Il contagio di coronavirus fa sempre più paura in Cina, dopo gli ultimi decessi delle scorse ore che fanno salire il bilancio dei morti a 41.

Le città sono deserte, i supermercati saccheggiati per fare scorte e rintanarsi in casa e ben 18 città sono ormai isolate dal resto del Paese, come documentato da uno studente italiano che per motivi di studio si trova a Wuhan, la città da cui l’epidemia si è espansa nelle zone vicine.

Il virus ora sarebbe arrivato, oltre che in molte città della provincia dell’Hubei, dove si trova Wuhan, anche nelle vicine Hebei e di Heilongjiang, ma le autorità sostengono che ormai il coronavirus sia stato identificato in ben 30 province.

Nella sola Wuhan ci sono stati ben 39 morti e 500 casi di contagio. Il governo di Pechino ha messo in atto una vera e propria quarantena, con un cordone sanitario che, nell’intento di contenere il virus, ha limitato accessi e partenze dalle zone in cui si sono registrati casi di contagio. I trasporti pubblici e le principali arterie d’accesso da e per le città coinvolte sono infatti chiusi.

Task force sanitaria a Wuhan

Ma i controlli cominciano ad allargarsi anche a livello nazionale, tanto che Pechino ha ordinato controlli sui mezzi di trasporto per identificare casi sospetti, mentre una task force speciale, composta da più di 1200 dottori è stata inviata a Wuhan per dare supporto e contrastare l’emergenza sanitaria.

Tra i medici anche diversi professionisti che in precedenza ha dato battaglia al virus della Sars, che anni fa sempre in Asia aveva seminato il terrore. A Wuhan intanto si cerca di costruire in tempi record un nuovo ospedale per far fronte a quella che diventa sempre più una vera e propria emergenza.

Il virus in Europa e in Oceania: casi in Francia e in Australia

Il virus però è già uscito dalla Cina, arrivando in Europa, Nord-America e ora anche in Oceania.

I primi casi europei di contagio si sono registrati in Francia, precisamente a Bordeaux e Parigi, con il ministero della salute francese che non esclude che possano emergere altri casi, Entrambi i soggetti erano rientrati da poco dalla Cina, così come tanti altri connazionali, e prima di essere presi in cura hanno intrattenuto diversi rapporti con le persone a loro vicine.

In Australia, invece, si è registrato il caso di un uomo di nazionalità cinese che è stato a Wuhan prima di tornare a Melbourne la scorsa settimana. Le autorità hanno fatto sapere che l’uomo si trova in isolamento, in condizioni stabili, cercando di mitigare l’allarme su un possibile contagio anche in Oceania. In Italia, arriva intanto il terzo falso allarme dopo quelli di Bari e Parma. Anche un ricovero all’ospedale Cotugno di Napoli è stato subito definito una semplice influenza e non riconducibile al coronavirus.